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Nel secondo semestre il test dei conti pubblici
di Redazione

Renzi vuol attendere la fine dell’anno, intanto niente manovre correttive

Tags: Matteo Renzi



ROMA - I dati non confortano, attendiamo che finisca l’anno: è più o meno questa la filosofia last minute del premier Matteo Renzi, che punta sulla ripresa economica nel secondo semestre per riuscire a mantenere il deficit sotto il 3% del Pil nel 2014, un obiettivo che l’Italia potrebbe ancora centrare secondo l’agenzia di rating Moody’s, nonostante sia pessimista sull’uscita dell’Italia dalla recessione quest’anno.
 
In un’intervista al Financial Times il presidente del Consiglio non ha neppure accennato alla possibilità di una manovra correttiva dei conti pubblici in autunno, limitandosi a dire di non avere “assolutamente intenzione di sforare il tetto del 3%. Speriamo di avere dati migliori (sulla crescita) nella seconda metà dell’anno e quindi di attestarci al 2,9% (del Pil). Non andremo oltre il 3%. è una regola vecchia, ma per l’Italia rispettarla è una questione di credibilità e di reputazione anche se altri Paesi sono andati oltre”, ha dichiarato nell’intervista.

Dopo avere incassato la scorsa settimana a Palazzo Madama il primo e tormentato via libera parlamentare alla riforma del Senato, che segna un altro passo in avanti sul cambiamento delle istituzioni dopo l’ok della Camera alla nuova legge elettorale, Renzi è atteso a settembre alla prova dei conti pubblici in un contesto meno favorevole delle attese.

Già questa settimana potrebbe incontrare al Quirinale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per fare il punto sulla legge di stabilità e sull’andamento della finanzia pubblica nell’ultima parte del 2014, dopo che nel primo semestre l’Italia è tornata in recessione.

L’obiettivo contenuto nel Def di aprile di un prodotto interno a +0,8% e di un deficit al 2,6% del Pil sembra lontano.
In un report dedicato al nostro Paese dopo il dato Istat sul Pil del secondo trimestre (-0,2% congiunturale), Moody’s ha tagliato la previsione sul Pil nel 2014 a -0,1% dal precedente +0,5%.

L’agenzia di rating vede il rapporto deficit/Pil 2014 e 2015 al 2,7%, anche se con rischi significativi di ulteriori revisioni al rialzo.
Per l’agenzia la lentezza delle riforme e le lacune nella performance di bilancio probabilmente aumenteranno le tensioni con i partner europei, soprattutto con la Germania.Per quanto riguarda il rapporto debito/Pil, Moody’s lo stima al 136,4% quest’anno e al 135,8% nel 2015. La stima contenuta nel Def si fermava al 134,9% nel 2014 e al 133,3% il prossimo anno.

Articolo pubblicato il 12 agosto 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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