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Messina - Sono in arrivo mezzi e cassonetti ma ora le discariche preoccupano
di Francesco Torre

Il cosiddetto “ritorno alla normalità” era stato annunciato già all’inizio di luglio e ancora si attende. Un’estate di passione per la gestione dei rifiuti, tra criticità e scelte rinviate

Tags: Rifiuti, Ambiente, Messina, Discariche



Messina - La lunga estate di passione di MessinAmbiente non accenna a terminare, con buona pace dei messinesi (soprattutto gli abitanti dei villaggi) costretti a convivere da settimane con topi, blatte e odori nauseabondi provenire da ogni zona di raccolta. Tutto ciò nonostante il commissario liquidatore dell’azienda di Via Dogali, Alessio Ciacci, a inizio luglio avesse assicurato il ritorno alla normalità nel giro di pochi giorni. Così non è stato, e anzi la situazione sembra destinata a peggiorare.

Mezzi e cassonetti. Quelli di proprietà non bastano. Praticamente ne funzionano solo 7, e con questi non si riesce a coprire l’intero territorio cittadino. Così, in giro per l’Italia alla ricerca di “usato sicuro”, Ciacci si è accaparrato con 400 mila euro (fondi propri di MessinAmbiente provenienti da lavori extra effettuati nei mesi scorsi) 6 camion di grande portata a caricamento laterale, due trattori di autoarticolato, due rimorchi e 424 cassonetti provenienti da Lucca, Terni e Macerata. Il “pacchetto” arriverà in città tra fine mese e inizio settembre, ma non basterà a restituire dignità al servizio. Lo ha confermato in conferenza stampa lo stesso Ciacci, reclamando a gran voce il mantenimento della promessa fatta da Accorinti: un surplus di 300 mila euro al mese destinato proprio agli investimenti (e da aggiungere al conto della Tari, per la gioia dei contribuenti).

Discariche. Ad oggi rimane il dato maggiormente preoccupante. Confermata, infatti, la chiusura al 31 agosto dei siti di Mazzarrà Sant’Andrea e Motta Sant’Anastasia, ormai saturi. E per quanto riguarda il primo la Regione ha negato l’autorizzazione per l’impianto di biostabilizzatore. Il problema, ovviamente, investe tutta la provincia, ma a Messina impatta con una disastrosa situazione emergenziale, e ad oggi l’amministrazione non ha alcun “piano b”. Cosa fare, dunque, dal 1° settembre?
Capitolo a parte, poi, riguarda la discarica di Pace. Il sopralluogo di luglio dei tecnici di Provincia, Arpa e Asp ha rivelato che la messa in sicurezza non è stata affatto terminata, e permangono i rischi per la salute pubblica. L’assessore comunale al ramo Ialacqua minimizza (proprio lui che ha un passato da ambientalista), ma intanto i Verdi hanno mandato tutte le carte in Procura.

Debiti. I bilanci 2011 e 2012, finalmente approvati, hanno prodotto un disavanzo di 5 mln di euro, e il trend negativo verrà confermato anche per il 2013. Le prospettive di rilancio economico, poi, sono annientate in partenza dai costi del personale, che da soli assorbono l’80% del totale dei trasferimenti. Come procurarsi il denaro per andare avanti? Con le maniere forti. Nei giorni scorsi, avviato un decreto ingiuntivo nei confronti di Ato3 per quasi 7 mln di euro. Soldi che, con ogni probabilità, adesso il Comune dovrà inserire nel piani di riequilibrio decennale. La vera risposta, però, Palazzo Zanca la dovrà dare sul piano strettamente politico. MessinAmbiente deve andare in liquidazione o no? La Giunta su questo punto cincischia da oltre un anno, senza avere il coraggio di scegliere. E il prezzo di questi tentennamenti, finora, sono tasse alle stelle e un’estate al profumo di spazzatura.

Articolo pubblicato il 20 agosto 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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