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Quotidiano di Sicilia

Matteo lavora, Rosario in ferie
di Carlo Alberto Tregua

Solo chiacchiere, niente riforme

Tags: Matteo Renzi, Rosario Crocetta, Riforme



Qualcuno ha accusato il giovane presidente del Consiglio di attivismo, anche perché prima di ferragosto ha fatto una puntata nel Sud: Napoli, Reggio Calabria, Gela e Termini Imerese. Se la sua fosse stata un’azione di comunicazione, rientrerebbe nella categoria illusionistica cui ci aveva abituato Berlusconi-Mandrake. La dimostrazione verrà se a seguito delle enunciazioni arriveranno le decisioni, cioè i fatti.
L’opinione pubblica non ne può più di chiacchiere perché in questi vent’anni se ne sono fatte a iosa, cui hanno fatto seguito poche e cattive decisioni. Dimostrazione: il Pil precipitato in sei anni dell’8 per cento (media nazionale) e in Sicilia del 14 per cento.
è vero che la recessione ha colpito tutta Europa, ma non ci può confortare se anche la Germania è retrocessa nel terzo trimestre di quest’anno dello 0,2 per cento come l’Italia, perché quello 0,2 per cento è calcolato su un tasso di crescita, mentre lo stesso 0,2 per cento italiano è calcolato su un tasso di decrescita.

Il paragone fra Italia e Germania non regge neanche per il debito pubblico, arrivato in giugno a 2168,4 mld, quasi 100 in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un debito che si mangia 82 miliardi di interessi, mentre la Germania ne spende appena 27. Una differenza in valore assoluto che significa più investimenti e più incentivi all’economia per il Paese teutonico.
Renzi ha ricominciato a lavorare fin da lunedi 18, perché il 29 agosto il Consiglio dei ministri dovrà varare decreti legge o ddl relativamente allo “Sblocca Italia” e alla riforma della giustizia, con l’obiettivo primario di accorciare i 5,7 milioni di processi civili, nonchè i 3,3 milioni di processi penali. La riforma della Giustizia dovrà anche aggredire le lungaggini dei processi amministrativi nei quali si infognano gli appalti, la cui realizzazione è perennemente in ritardo rispetto alla data prevista.
Renzi, il proprio staff e i ministri competenti dovranno lavorare alacremente in questi dieci giorni per portare al Cdm provvedimenti efficaci. In questi giorni si riuniscono anche le commissioni parlamentari Difesa ed Esteri per dare il via libera all’accordo europeo di fornitura di armi italiane all’Iraq, per lottare efficacemente l’avanzata degli integralisti islamici dell’Is.
 
Mentre a Roma si lavora, Palermo è chiusa per ferie. Crocetta non si sa dove sia, i suoi assessori si godono il bel tempo, dirigenti al loro posto non lasciano traccia, l’orda di impiegati non occupa le proprie stanze intenta a godersi le “meritate” ferie.
Insomma tutti costoro se ne infischiano dei siciliani, di quelli che non hanno lavoro, di quelli poveri, di quelli che non possono iniziare attività economiche, di altri che sono continuamente frustrati da imposte e tasse, massime in Sicilia rispetto ad altre regioni, per esempio le addizionali Irap ed Ires regionali.
Quello che più stupisce, anche se ormai dovremmo averci fatta l’abitudine, è il breve periodo di oltre 45 giorni in cui consiglieri-deputati si occupano dei fatti propri. Se ne infischiano delle solenni bocciature dell’ottimo Commissario dello Stato, tanto continuano a percepire 20 mila euro al mese lordi, ovviamente fra indennità, rimborsi ed altri emolumenti e poi dormono tranquilli, perché sanno che a fine mandato percepiranno un vitalizio, come se avessero lavorato (sic!). 

Mentre tutto ciò accade, il segretario dimissionario dell’Ars percepisce il rituale assegno di cessazione del rapporto oscillante tra un milione e un milione e mezzo di euro, nonchè una pensione non soggetta al tetto, entrato in vigore il primo di agosto, stimata fra 300 e 400 mila euro l’anno.
Chiariamo che siamo costretti a stimare queste cifre perché l’Ars custodisce gelosamente questi segreti e, nonostante i buoni propositi del suo presidente, Giovanni Ardizzone, non si riesce ad avere contezza di tutti gli emolumenti dei dirigenti e dipendenti, contravvenendo così al Dlgs 33/13 che impone la pubblicazione sul sito dei dati citati.
La Sicilia ha urgente bisogno delle riforme in materia di pubblica amministrazione, di procedure relative al mondo agricolo, ai servizi, al turismo ed alla cooperazione. Ma deputati, presidente e assessori si godono le ferie. Beati loro, che tengono famiglia! Evviva!
 

Articolo pubblicato il 20 agosto 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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