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Crocetta e sindaci con lÂ’esperto in efficienza
di Carlo Alberto Tregua

Più servizi tagliando gli apparati
 

Tags: Regione, Corte Dei Conti, Bilancio 2014, Regione Siciliana



La Regione tecnicamente è fallita, lo ha accertato la Corte dei Conti. Ogni giorno l’assessore all’Economia è alla ricerca di quattrini per finanziare i mandati che inesorabilmente arrivano in Tesoreria dalla ragioneria.
Nei capitoli del bilancio 2014 formalmente i soldi ci sono, ma sostanzialmente non ce n’è nemmeno l’ombra. Il pasticcio di gestire la macchina regionale dissociando il principio di competenza, che prescinde dal principio di cassa, cioè dai flussi finanziari, è sotto gli occhi di tutti, non solo degli esperti. La gestione della Regione è volutamente complicata (che non vuol dire complessa), per nascondere fatti, misfatti e corruzione.
 
L’indignazione popolare sale ogni giorno di più, ma non trova il modo per esprimersi concretamente contro questi inetti ed incapaci che non sanno riequilibrare i conti.
I conti si riequilibrano tagliando gli apparati senza guardare in faccia  nessuno, eliminando la quindicina di partecipate mangiasoldi che producono solo perdite, inviando una precisa direttiva ai 390 Comuni con i quali si comunica che i trasferimenti della Regione saranno effettuati solo se avranno i conti in ordine.
 
Già, i conti in ordine, ma che vuol dire? Qualunque tecnico, esperto di organizzazione e di efficienza, risponderebbe immediatamente, senza alcuna esitazione. Significa assumere come punti di riferimento (benchmark) le amministrazioni virtuose e adeguare le proprie spese e la dimensione dei propri apparati a quei riferimenti.
Ma, ancor meglio, ora sono stati determinati i fabbisogni standard e la capacità fiscale standard dei Comuni per cui i trasferimenti dallo Stato e dalle Regioni devono coprire soltanto la differenza tra i due dati, e non di più. La questione è stata ben esposta da Carlo Cottarelli, nell’audizione alle Camere del 7 agosto, di cui abbiamo già scritto su queste colonne.

Sono decine i Comuni siciliani in pre-dissesto, frutto di una dissennata condotta dei sindaci e di una altrettanto dissennata gestione da parte della burocrazia. è ora il momento di dire basta e di ritornare alla ordinaria amministrazione fatta da persone competenti e onesti professionisti dell’organizzazione, che sono tanti fra i dirigenti regionali e comunali.
Come si misura l’efficienza dei servizi? Gli esperti lo sanno perfettamente. Qui è inutile indicare gli strumenti perché annoieremmo i lettori. Una indicazione, però, vogliamo darla: depoltronizzare i trombati che costituiscono i Cda e i revisori dei conti. Centinaia di emolumenti che farebbero risparmiare milioni di euro senza intaccare la qualità dei servizi.

Vogliamo anche citare, per migliorare l’efficienza dei servizi pubblici, l’inserimento di ulteriori parametri riguardanti la produttività, la competitività e il miglioramento dei risultati a parità di spesa. Sembra impossibile come la quadratura del cerchio, ma chi conosce la materia sa che tutto quello che scriviamo è perfettamente realizzabile.
Molti dirigenti regionali e comunali sconoscono in via generale i principi di organizzazione ed efficienza o perché non li hanno studiati, o perché li hanno dimenticati, o perché vogliono ignorarli in modo da essere contattati dai loro clienti con la richiesta del favore spesso pagato con la mazzetta.
 
Vorremmo suggerire ai sindaci e al presidente della Regione di spendere bene una somma relativamente piccola rispetto al beneficio che produrrebbe. L’assunzione di un esperto in efficienza, singolo o inviato da una grande casa internazionale di consulenze, fra le tre o quattro più importanti al mondo, per mettere a posto le aziende Regione  e Comuni.
Qualche asino obietterà che Regione e Comuni non sono aziende. Asino, appunto! Se avesse un minimo di cognizione al riguardo saprebbe che esse sono aziende, che si distinguono dalle imprese perché non hanno scopi di lucro, ma devono adottare gli stessi principi e le stesse regole delle imprese perché efficienza, meritocrazia e responsabilità sono misurati dai risultati conseguiti a parità di risorse spese, sia nelle imprese che negli enti pubblici.
 
Non sembri strano che sotto il sole di agosto scriviamo queste cose. Ricordiamo che per le persone che lavorano seriamente, agosto è un mese lavorativo come gli altri 11 e gli altri 11 sono come agosto, per potersi prendere le ferie meritate.
Questo è il punto: chi va in ferie le merita? Se no, non dovrebbe andare in ferie. Semplice. Vai a capire gli irresponsabili!

Articolo pubblicato il 26 agosto 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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