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Quotidiano di Sicilia

La Regione straccia 2,5 mln in carta
di Dario Raffaele

E-gov. La Regione siciliana resta all’età della pietra.
Cad. La Regione non applica il Codice dell’amministrazione digitale (d.lgs. n. 82 del 2005) che prevede l’attivazione della Posta elettronica certificata e la dematerializzazione degli archivi cartacei.
Promesse. Un anno fa il presidente di Sicilia e-Innovazione aveva assicurato che il servizio sarebbe stato attivato entro dicembre 2008. Lettera morta anche una recente direttiva della Presidenza.
 

Tags: Amministrazione Digitale, E-government, Regione



PALERMO - Con il regolare funzionamento della Pec, la posta ordinaria non avrebbe più ragione di esistere.
Ma la Regione resta immobile davanti alla legge. Ad oggi non esiste un solo indirizzo di posta elettronica certificata, nonostante Enrico Basile, presidente di Sicilia e-Innovazione, la società partecipata della Regione che avrebbe dovuto realizzare il servizio, nel novembre 2008 ci diceva che la Pec sarebbe stata attivata entro il mese di dicembre del 2008.

Eppure l'articolo 6 del Codice dell'Amministrazione Digitale (D.lgs 82/2005), come modificato ed integrato dal D.lgs 159/2006, parla chiaro: “Le pubbliche amministrazioni centrali utilizzano la posta elettronica certificata (…) per ogni scambio di documenti e informazioni con i soggetti interessati che ne fanno richiesta (…). Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche alle pubbliche amministrazioni regionali e locali (…)”.

Con direttiva del 20 marzo 2009, l’ex assessore alla Presidenza, Giovanni Ilarda, aveva richiesto a tutti i dirigenti generali di dipartimento della Regione, di fornire entro il 30 aprile un elenco di tutte le unità organizzative per le quali si richiedeva l’assegnazione di un indirizzo di posta elettronica certificata. Ma, con il cambio al vertice delle Presidenza, la direttiva è rimasta lettera morta e, dei 1.100 indirizzi di posta elettronica certificata (comunque insufficienti per una P.a. che conta ben 397 strutture intermedie e 21.000 dipendenti, ndr) che si erano resi disponibili, nessuno è stato attivato.

All’immobilismo della Regione dinanzi all’attivazione della Pec, si contrappone la “capacità” di produrre documenti cartacei contravvenendo ancora una volta a quanto stabilito dal Cad. Infatti, agli articoli 15 (“digitalizzazione e riorganizzazione”) e 41 (“Procedimento e fascicolo informatico” e “dematerializzazione”), sono descritte tutte le modalità per produrre e/o convertire documenti cartacei esistenti in archivi digitali. Le foto di questa pagina, scattate pochi giorni fa tra gli assessorati regionali al Bilancio, Beni Culturali e Turismo dimostrano come la dematerializzazione non sia attuata.

Abbiamo chiesto al presidente di Sicilia e-Innovazione, Enrico Basile, i motivi del ritardo dell’attivazione della Pec e del processo di digitalizzazione dei documenti cartacei. Ma il responsabile non ha ritenuto di far conoscere all’opinione pubblica i motivi dei ritardi. Le stesse domande le abbiamo rivolte a Gloria Giglio, dirigente del dipartimento Bilancio e Tesoro cui è affidata la vigilanza sulla società partecipata della Regione.
“Fino ad ora sono state utilizzate delle caselle di posta elettronica specifiche per singole attività, ogni qual volta si è reso necessario l’uso della posta certificata. - ci ha detto - Abbiamo presentato richiesta di accreditamento al Cnipa (Centro Nazionale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione) per l’utilizzo della Pec con pieno valore legale per le comunicazioni esterne”.

“Tra i progetti inseriti nel Piano di attuazione regionale dei fondi Fas, - continua la dirigente - c’è un progetto per la dematerializzazione destinato agli uffici regionali. Sono previsti: il completamento dell’informatizzazione dei processi di spesa regionale e la creazione dei centri di dematerializzazione negli uffici regionali per garantire la trasposizione di tutti i documenti su supporto informatico per la loro archiviazione”.

Un’ultima considerazione: il costo dell’operazione per l’attivazione della Pec è di 188.943,76 euro a valere del Programma operativo 2000/06. 171 euro per casella di posta (ne sono previste 1.100), più del triplo del normale prezzo di mercato di circa 50 euro.

Articolo pubblicato il 09 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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