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Decreto Terrevive: 5.500 ettari di terreni agricoli pubblici in vendita a settembre
di Emiliano Zappalà

Precedenza agli under 40 nel provvedimento fortemente voluto dal ministro all’Agricoltura Maurizio Martina. Le superfici alienabili appartengono in parte al Demanio, poi al Corpo forestale e al Cra

Tags: Decreto Terrevive, Terre, Ministero Agricoltura, Maurizio Martina, Demanio, Corpo Forestale, Cra, Terreni Agricoli



CATANIA - Si vedranno a settembre i primi effetti del decreto “Terrevive”, firmato dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina. Il provvedimento prevede la messa in vendita e in locazione di 5.500 ettari di terreni agricoli pubblici dando massima precedenza agli under 40. Le procedure dovranno essere assolutamente chiare e trasparenti. Sono queste misure progettate con lo scopo di dare una spinta all’economia e al mondo del lavoro italiani, partendo proprio dal settore primario, uno dei più colpiti negli anni della crisi. Nonché di rimpinguare un minimo le casse dello stato.

Il decreto è stato preparato in collaborazione con il ministero dell’Economia e delle finanze. Il punto è individuare i terreni coinvolti che appartengono nello specifico al Demanio (per 2480 ettari), al Corpo forestale dello Stato (2148 ettari) e al Cra - Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura (882 ettari), per venderli a privati attraverso processi particolari. Ai terreni alienati o locati non potrà essere attribuita una destinazione urbanistica diversa da quella agricola prima di 20 anni dalla trascrizione dei contratti nei pubblici registri immobiliari.
 
Questi terreni, da settembre, saranno quindi concessi in affitto o cedute, con diritto di prelazione, ai giovani. Per la vendita di terreni che hanno un valore superiore ai 100 mila euro si procederà tramite asta pubblica. Al di sotto dei 100 mila euro, come previsto dalla legge emanata dal Governo Monti, si farà invece ricorso a procedure negoziate, con la pubblicazione dell’elenco dei terreni sulla stampa e sul sito dell’Agenzia del demanio e con aggiudicazione alla migliore offerta, rispetto alla base di partenza.
Alla locazione invece è destinata una quota minima del 20 per cento del totale delle aree individuate, più i lotti che rimarranno eventualmente invenduti, sempre con una prelazione prevista per i giovani.
 
La responsabile di Giovani impresa dell’associazione Coldiretti, Maria Letizia Gardoni ha salutato il decreto con grande entusiasmo, “è un’ottima notizia che i tanti giovani che vogliono investire in agricoltura attendevano ormai da diverso tempo. L’accesso alla terra infatti è uno dei principali ostacoli alla voglia dei giovani di ritornare in campagna e questo decreto fa in modo di contribuire a rimuoverlo in una situazione in cui e in atto una vera svolta green con un aumento record del 12 per cento delle nuove iscrizioni agli istituti agrari per il prossimo anno”.

Articolo pubblicato il 28 agosto 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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