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Messina - La bacchetta magica del sindaco per eliminare 538 mln di euro di debiti
di Francesco Torre

Decisioni importanti per l’assetto finanziario di Palazzo Zanca: i rispami previsti, punto per punto. Accorinti chiede a Renzi la terza proroga per il Piano di riequilibrio decennale

Tags: Messina, Sindaco, Renato Accorinti, Palazzo Zanca, Piano Di Riequilibrio, Proroga, Spese, Tagli, Tasse



Messina - “Considerando i problemi posti dall’approvazione degli strumenti tariffari (Tasi, Tari) ed il tempo necessitato da questi adempimenti, si chiede per l’anno 2014 di spostare al 30 settembre, per i Comuni che abbiano già approvato con delibera di Giunta la proposta di piano di riequilibrio, la data per l’approvazione dei piani di riequilibrio finanziario da parte dei Consigli comunali”. Con queste parole, siglate su un documento ufficiale che il sindaco Accorinti ha consegnato al presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi, l’amministrazione comunale chiede al Governo la terza proroga per l’approvazione del Piano di riequilibrio decennale, i cui termini scadranno il prossimo 3 settembre. Votato in sede di Giunta solo il 13 agosto, infatti, il Piano è ancora privo del parere dei revisori dei conti, peraltro contemporaneamente impegnati con il consuntivo 2013, e chissà quando potrà materialmente arrivare in aula per la discussione.

Ad ogni modo, la proroga sposterebbe la scadenza solo di qualche settimana, evitando di rimandare ancora una volta alle calende greche la più importante decisione in campo economico-finanziario presa da Palazzo Zanca da molti anni a questa parte, con la consapevolezza che una bocciatura del Piano porterebbe dritti dritti al dissesto.
Ma cosa contiene il documento varato dalla Giunta? 366 pagine che il segretario generale Antonio Le Donne definisce “una non improbabile opportunità sotto il profilo della specifica organizzazione della performance dell’Ente”.

Impossibile in questa sede analizzare punto per punto i dati presenti nel Piano 2013-2022, cui torneremo senz’altro in altre occasioni. Soprattutto l’analisi sul debito presta il fianco a numerose considerazioni, che sposterebbero la discussione sulla gestione delle partecipate. Focalizziamo pertanto al momento la nostra attenzione sulle previsioni d’entrata, ovvero: come intende la Giunta rientrare da un debito totale di 538 mln di euro? Ecco le voci più importanti.

Evasione fiscale. Dal sommerso si attende il recupero di 41,5 mln € in 10 anni.

Tares/Tari. Il prelievo alla fonte, il contributo dei cittadini che peserà per quasi 48 mln di euro nel decennio.

Imu/Tasi. Altre imposte, il cui gettito aumenterà in seguito alla revisione delle rendite immobiliari (previsto un importo di 20,3 mln di euro in 10 anni) e della riforma del catasto (risorse in più per 26,4 mln).

Personale. Saranno in 765 i dipendenti comunali ad andare in pensione da qui al 2022. Considerando la stabilizzazione dei precari e le nuove assunzioni, la previsione della Giunta è un risparmio complessivo di 55 mln di euro.
 
Atm. Come già anticipato, previsto un ridimensionamento dei trasferimenti che varrà 52 mln di euro in 10 anni.
 
Amam. Altra mucca da mungere. Dovrà dare a Palazzo Zanca oltre 30 mln di euro.
 
Prestazione di servizi. La riduzione del 10% comporterà risparmi per 32 mln di euro.

Mutui. Minori spese faranno diminuire il debito per quasi 13 mln.
 
Energia. Ulteriori energie porteranno i risparmi a 43,6 mln in 10 anni.
 
Fitti passivi. Attesi risparmi per 12,8 mln €.
 
Dismissione patrimonio: 8 mln.
 
Senza contare le azioni minori, di cui diamo nota nell’articolo a seguire.
 

 
Economie di spesa e tasse più care

Messina - Le macro voci del Piano decennale di riequilibrio decennale da sole non serviranno a recuperare il maxi debito comunale, né a garantire un nuovo assetto. Per questo, particolare importanza assumono le cosiddette “azioni minori” contenute nel Piano. Vediamole.

Valutazioni di Incidenza. Prevista l’istituzione di un contributo che porterà introiti per 450.000 € in 10 anni.
 
Toponomastica. 1 mln di € arriverà dal servizio di numerazione civica.
 
Mercati. Previsioni di entrata per quasi 160.000 €.
 
Luci votive. Aumenti in vista anche al cimitero. 1 mln € in più in 10 anni.
 
Servizi a domanda individuale. L’adeguamento alle normative vigenti comporterà l’aumento del contributo dall’8,82% del 2012 al 36,56%, e le casse vedranno un surplus di 3,15 mln.
 
Ulteriori misure in attivazione. Non sono ancora state quantificate ma la Giunta intende portarle avanti. Riguarderanno fitti attivi e passivi, alienazione alloggi ERP, giudizi attivi, autorizzazione per la distribuzione del gas e COSAP. Da qui si intenderanno recuperare altri 30 mln di euro.
 
Organi politici-istituzionali. Alcuni risparmi sono già stati adottati. Nel 2010 la voce di spesa valeva quasi 2 mln €, nel 2012 1,1 mln. È destinata a scendere.
 
Revisione dei residui. Riguarda sempre le entrate ma solo quelle che ormai non sono più recuperabili. Valevano oltre 24 mln di euro, ma al compenso sono stati eliminati anche residui passivi per oltre 17 mln.
 
Nel complesso, dunque, il Piano prevede sì maggiori economie di spesa, ma anche tante tasse in più per i cittadini, con aumento di Tasi, Tari, Imu, Servizi a domanda individuale e tanti altri piccoli balzelli anche per chi fa impresa. Sarà una manovra recessiva? Di sicuro, la discussione in aula su questo punto sarà molto animata.

Articolo pubblicato il 28 agosto 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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