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Stangata autunnale per tutti, 2 mila euro tra scuola e bollette
di Michele Giuliano

In arrivo tra settembre e novembre Tasi, Tari e altre bollette, senza parlare del caro-scuola. Potere di acquisto delle famiglie ai minimi storici: -13,4% dal 2008 ad oggi

Tags: Rincari, Stangata, Bollette, Libri, Scuola, Potere Di Acquisto, Tasi, Tari, Autunno



PALERMO - Dopo un’estate non proprio “bollente”, ci aspetta un autunno più che “caldo”: tra settembre e novembre, infatti, le famiglie italiane dovranno far fronte ad una serie di spese per un totale di quasi 2 mila euro. Tra Tari, Tasi, bollette varie e spese per la scuola, il rientro dalle ferie sarà reso ancora più difficile da questa “stangata” autunnale.
E’ quanto denunciano Federconsumatori e Adusbef. Senza considerare gli aumenti delle singole voci relative a prezzi e tariffe, l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato in 1.912,37 euro l’importo della stangata autunnale, escluse le spese correnti di tutti i giorni (dall’alimentazione all’abbigliamento).

Ecco quali saranno le principali spese che dovranno affrontare le famiglie italiane: oltre 400 euro per Tasi (stimata in circa 231 euro) e Tari (156 euro per la seconda rata); circa 780 euro di spesa per la scuola (tra libri e corredo) e circa 460 euro per le bollette autunnali di acqua, luce, gas e telefono; infine circa 285 euro per il riscaldamento. E, laddove le famiglie avessero figli che frequentano il tempo pieno, a tali voci si aggiunge anche la mensa scolastica, per un totale di circa 205,50 euro per tale periodo. Per non parlare, inoltre, di chi ha un figlio che frequenta l’università, che dovrà sostenere anche la prima rata delle tasse, per un importo medio di 326 euro.
 
“Una spesa insostenibile per le famiglie, il cui potere di acquisto è ai minimi storici, diminuito di oltre il 13,4 per cento dal 2008 ad oggi – denunciano le due associazioni –. È evidente che tale cifra non si limiterà a riportare ripercussioni estremamente negative sulle condizioni delle famiglie, ma inciderà in maniera sempre più grave sull’intero andamento della domanda di mercato, trascinando ulteriormente al ribasso i consumi e l’intero apparato produttivo”.
 
“Bisogna intervenire con urgenza per spezzare la grave spirale depressiva in cui la nostra economia langue ormai da anni – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef –. Per questo è indispensabile avviare un piano straordinario per il rilancio occupazionale, attraverso investimenti per lo sviluppo tecnologico, la ricerca e l’allentamento del patto di stabilità con gli enti locali per consentire la ripresa di interventi di modernizzazione e messa in sicurezza, a partire dalle strutture scolastiche ed ospedaliere”.
 
In realtà le famiglie non hanno mai smesso di sborsare. Già ad inizio di quest’anno sempre le associazioni dei consumatori avevano previsto per ogni nucleo familiare una stangata di quasi mille e 400 euro, fra rincari nel settore dell’alimentazione, dei trasporti, delle autostrade, dei carburanti e dei servizi bancari. Questo almeno quanto stimato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori sulla base dei dati Istat. Oramai per i portafogli è una continua emorragia e tutto ciò fa ovviamente contrarre i consumi. La via d’uscita da questo infinito tunnel appare lontana per il consumatore.
 


Rincari a pioggia hanno interessato molteplici settori
 
Secondo l’Istat quest’anno ci sono stati rincari del 5 per cento (pari a circa 327 euro a famiglia) nel settore dell’alimentazione, di 81 euro per treni e servizi locali, di 61 euro per i servizi bancari; a questi si aggiungono 108 euro di aumenti per i carburanti, 53 euro (più 5 per cento) nelle assicurazioni auto, 57 euro (più 3 per cento) per le tariffe autostradali, 156 euro per le addizionali territoriali, 48 euro per le tariffe postali e diversi altri aumenti in numerosi settori di spesa, fatta eccezione per le previsioni al ribasso delle tariffe del gas e dell’elettricità. Totale stimato: una stangata pari a 1.394 euro a famiglia. “Le motivazioni di tali aumenti non sono solo legate alle solite volontà speculative, tra cui quelle perniciose delle banche e delle assicurazioni che già detengono tristi primati europei, ma anche a nodi irrisolti della nostra struttura economica, in tema di competitività e di oppressione burocratica, nonché dei servizi pubblici che scaricano sprechi, inefficienze e clientelismo sui prezzi e sulle tariffe”, affermano Federconsumatori e Adusbef, che denunciano la pressione fiscale sulla casa e le ricadute dell’aumento Iva al 22 per cento.

Articolo pubblicato il 29 agosto 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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