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Quotidiano di Sicilia

Fattura elettronica, conta la spedizione
di Bartolomeo Buscema

Alcuni chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate: si può considerare tale anche quella cartacea trasformata in pdf e inviata per email. Non soddisfano il requisito quelle create tramite un software di contabilità ma spedite per posta

Tags: Fatture, Agenzia Delle Entrate, Fattura Elettronica



PALERMO - Si può considerare  fattura elettronica anche quella cartacea trasformata in documento informatico, ad esempio un file in formato PDF, per essere spedita, come allegato, e ricevuta dal destinatario tramite la posta elettronica. Non si possono, invece, considerare come fatture elettroniche quelle che, seppur create tramite un software di contabilità, sono inviate e ricevute in formato cartaceo.

E’ un  importante chiarimento dell'Agenzia delle Entrate che è contenuto nella circolare n. 18/E del 24 giugno scorso che dà anche indicazioni sulle fatture differite e semplificate. Rileviamo che  i contenuti della  suddetta circolare tengono conto delle modifiche agli articoli 21 e 39 del DPR n.633/1972, introdotte dalla Legge di Stabilità 2013 (articolo 1, commi dal 325 al 328, della legge 24 dicembre 2012, n. 228).

In particolare, la circolare chiarisce che la fattura può essere elettronica per chi la emette e analogica per chi la riceve e viceversa. Laddove l’emittente trasmetta o metta a disposizione del ricevente una fattura elettronica, quest’ultimo può non accettare il processo, e la fattura si considererà elettronica in capo al primo, con conseguente obbligo di conservazione elettronica, e analogica in capo al ricevente.

Per quanto concerne l’obbligo, previsto dall’articolo 21 del DPR n. 633/1972, di assicurare l’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggibilità della fattura elettronica, la circolare precisa che sono tenuti a garantire il rispetto di tali i requisiti sia il fornitore/prestatore sia il cessionario/committente, anche adottando modalità indipendenti l’uno dall’altro. La circolare, richiamando quanto previsto dalle Note esplicative alla Direttiva 2010/45/UE, precisa che l’origine di una fattura si considera autentica quando l’identità del fornitore/prestatore o dell’emittente sono certi e che l’integrità del contenuto è garantita anche quando varia il formato della fattura (conversione in altri formati, come ad esempio da Microsoft word a  Excel), a patto che i dati non siano alterati.
Infine, il documento di prassi ricorda che il requisito di leggibilità deve essere garantito per tutto il periodo di archiviazione della fattura attraverso un visualizzatore adeguato e affidabile del formato elettronico.

Inoltre, come previsto dalla nuova formulazione dell’articolo 21 del DPR n. 633/1972, si chiarisce che chi emette la fattura elettronica può utilizzare i sistemi tecnologici che ritiene più idonei a garantire i requisiti di autenticità e integrità.
Per quanto concerne la fattura differita, l’Agenzia precisa che gli operatori economici possono emettere fattura differita anche in caso di prestazioni di servizi, e non più solo in presenza di cessione di beni, a patto che nel documento siano indicate nel dettaglio le operazioni effettuate e che sia disponibile la relativa documentazione attestante la prestazione eseguita, la data di effettuazione e le parti contraenti.
 
Infine, per quanto riguarda la fattura semplificata, prevista per importi non superiori a 100 euro, è possibile riportare alternativamente o gli elementi “tradizionali” (ditta, denominazione, nome, cognome, ecc.) o, a seconda dei casi, il codice fiscale, la partita Iva, il numero di identificazione Iva per i soggetti passivi stabiliti in  un altro Stato dell’Unione europea.

Articolo pubblicato il 29 agosto 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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