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Affrontare il rischio terremoti, la prevenzione innanzitutto
di Rosario Battiato

Ogni anno in Italia registrati 10mila eventi. In Sicilia, nei primi 5 mesi del 2014 165 scosse magnitudo 2+. Appello dell’Ingv: costruire i nuovi edifici secondo le normative e adeguare l’esistente

Tags: Terremoti, Rischio, Sisma, Magnitudo, Ingv, Istituto Nazionale Di Geologia E Vulcanologia, Scosse



PALERMO – Le scosse che ieri sono state percepite in una vasta area della Sicilia orientale, originate da un sisma intenso nel Sud della Grecia, vanno ad ingrossare l’elenco dei 165 eventi con magnitudo superiore a 2 registrati dalla Protezione civile nei primi cinque mesi di quest’anno nell’Isola. Si tratta di uno dei 10mila eventi sismici che si presentano in Italia ogni anno e che in Sicilia, dove l’ultimo evento con danni evidenti e cospicui alle strutture risale al sisma del 2002 di Santa Venerina, in provincia di Catania, destano particolare allarme per lo stato inadeguato del patrimonio edilizio.

In preparazione della settimana del Pianeta Terra che si terrà a ottobre, l’Ingv ha fatto i conti del rischio sismico nazionale e ha presentato le nuove tecnologie per lo studio del fenomeno. “Negli ultimi 17 anni abbiamo avuto 4 forti terremoti che hanno prodotto circa 400 vittime, decine di migliaia di sfollati e danni stimati in diversi miliardi di euro – ha spiegato Riccardo Azzara, ricercatore Ingv - per non parlare delle aree in cui la sismicità, pur non presentandosi sotto forma di evento sismico distruttivo, ha comunque prodotto scosse avvertibili e danneggiamento per lunghi periodi, come, ad esempio, nelle aree del Pollino o dell’Umbria”.
 
Ma l’Italia prova a difendersi. Oggi ci sono più di 300 “orecchi elettronici” (erano 70 due decenni fa) appoggiati sul terreno ad ascoltarne ogni minimo movimento e a “dare la possibilità di individuarne il luogo di provenienza”. Si tratta della Rete Sismica Nazionale, ha spiegato Azzara, che ha inoltre annunciato un’intensa settimana di sensibilizzazione tra il 12 e il 19 ottobre che vedrà geoescursioni spettacolari e conferenze su tutto il territorio nazionale riguardanti il rischio sismico.
 
Per scongiurare gli effetti peggiori del rischio naturale è necessario un concorso di forze. “Degli aspetti di pericolosità si occupano i sismologi – ha spegato Azzara - della vulnerabilità gli ingegneri, la valutazione relativa al valore esposto è compito di esperti finanziari o assicurativi”.
 
La chiave della prevenzione sta tutta qui, perché “una efficace prassi di riduzione del rischio, indirizzata specificatamente alla prevenzione, deve passare attraverso la riduzione della vulnerabilità e la minor esposizione di valore”. Un ragionamento che si produce nella costruzione di nuovi edifici secondo le normative antisismiche vigenti e nell’adeguamento antisismico dell’edificato esistente. Pertanto appare chiaro che “il futuro della mitigazione del rischio – ha concluso il ricercatore dell’Ingv - passa necessariamente attraverso l’alfabetizzazione sismologica di una parte sempre crescente di cittadini, a cominciare dai bambini, i cittadini del futuro”.
 
In Sicilia questa cultura del rischio è ancora molto lontana dall’essere una realtà. Il 70% delle abitazioni regionali sarebbe impreparato al rischio - consideriamo che si tratta di un numero superiore al milione – e in mezzo ci sono non soltanto edifici ad uso abitativo, ma anche quelle cosiddette strutture strategiche come scuole e ospedali che dovrebbero rappresentare punti di riferimento in caso di terremoto e che invece sono spesso ospitati in costruzioni antiche o semplicemente vecchie.
 
Eppure qualcosa si muove. Salvatore Cocina, energy manager della Regione siciliana, ha fatto il quadro siciliano degli interventi più innovativi con 42 azioni sul territorio e con una porzione preponderante nell’ambito dell’isolamento sismico (29) che permette di applicare la protezione antisismica delle strutture garantendo “l’integrità assoluta degli edifici e minimizzando l’effetto panico”.
La distribuzione percentuale premia la provincia di Catania (59%), seguita da Siracusa (26%), Ragusa (7%) e Messina (7%).

Articolo pubblicato il 30 agosto 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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