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Da Piazza Lanza allo Stadio Cibali nuovi ecomostri nel cuore della città
di Antonio Condorelli

Catania. Le mani sulla città. Carcere e “Massimino”
La strategia. La finanza di progetto si ripropone con l’idea di delocalizzare il carcere e il campo sportivo. I privati li realizzeranno altrove e in cambio potranno edificare sulle aree liberate.
Il percorso. La questione fu discussa alcuni anni fa in Commissione consiliare Urbanistica. Poi non se ne parlò più. Ma si scopre che le carte progettuali sono già state depositate negli uffici comunali

Tags: Edilizia



Catania - La Commissione consiliare Urbanistica, quando affrontò il problema già qualche anno fa, era presieduta dall’attuale assessore al Patrimonio, Giuseppe Arcidiacono. Si trattava della delocalizzazione del carcere di piazza Lanza: “Mi occupai - ricorda l’assessore - del progetto di finanza. La bozza prevedeva un ampliamento dell’attuale carcere di Bicocca con fondi privati. I privati avrebbero ottenuto in cambio l’area di piazza Lanza dove adesso c’è il carcere che sarebbe stato abbattuto”.
Dietro i topi e le blatte che gironzolano dentro al carcere, dietro il declamato sovraffollamento della struttura e le tristi condizioni dei detenuti - che sono inconfutabili - c’è un affare che raggiungerebbe i 250 mln €. Liberare piazza Lanza significa infatti realizzare un cubo di cemento alto circa venti piani, che gli imprenditori coinvolti dal progetto di finanza potranno tirar su avendo “carta bianca” su un intero isolato in pieno centro cittadino.
Dietro a quella che viene propinata come un lampo di genio improvviso, un’idea venuta dal nulla, un miraggio nel deserto, in realtà ci sono giochi già fatti da oltre un anno, visto che le carte progettuali dell’operazione giacciono negli uffici comunali, mentre la gente  viene lasciata all’oscuro di tutto e il Consiglio comunale continua ad avere un ruolo simbolico.

PROGETTO ESISTENTE. Ecco come stanno le cose: per piazza Lanza il promotore c’è già da un pezzo. Se a questo si aggiunge che nel project financing il raggruppamento proponente, qualora il progetto andasse in gara, potrà fare proprie le progettazioni degli ipotetici concorrenti ritoccando la documentazione originaria, risulta difficile capire se in città vengano prima gli interessi della collettività o quelli ristretti di chi sa bene come fare girare le carte. Su questa scia, come fosse una “città delle stelle”, proprio in questi giorni l’assessore ai Lavori pubblici, Mario Coppa, ha fatto sapere che inserirà l’idea dello spostamento del nuovo carcere nel Piano triennale delle opere pubbliche e che è sicuro di poter presentare presto un progetto alla Giunta.

GIOCHI FATTI. Ma quale “nuovo progetto” dovrebbe presentare l’assessore, se non quello che da oltre un anno è depositato negli uffici comunali? Se i giochi sono già fatti, gli interventi importanti a difesa dei diritti dei detenuti sembrano idonei solo a sondare l’opinione pubblica per poi spianare la strada a costruttori e gruppi imprenditoriali.
Unico elemento in controtendenza è l’azione dell’assessore Pippo Arcidiacono, cosciente del fatto che sia “necessario - sostiene - uscire dalla crisi che attanaglia la città creando un punto di equilibrio tra i vari interessi in ballo. Per questo – ha detto Arcidiacono - non mi sbilancio sui progetti in corso di valutazione, ma contemporaneamente punto sulla costruzione di importantissimi porti turistici di cui la città ha veramente bisogno per dare slancio al turismo e creare occupazione”.

APPARTAMENTI E NEGOZI. Secondo il project financing da realizzarsi con fondi privati, l’attuale carcere di Bicocca verrà ampliato ed adeguato, in cambio i costruttori potranno scaricare cemento a volontà sulle rovine dello storico edificio che ospita l’attuale carcere di piazza Lanza. Sorgeranno almeno 600 nuovi vani e varie metrature di centri commerciali ed uffici. Tutto questo avviene mentre in Sicilia ben tre istituti di pena sono stati da tempo finanziati, realizzati e abbandonati: Noto, Villalba, e Gela.
Piazza Lanza in un Paese “normale” diventerebbe un parco. Ma a Catania si ragiona ancora da palazzinari e in questo caso si tratta di un’area completamente congestionata da decenni di cementificazioni, circondata da stradine a senso unico, senza verde pubblico né spazi culturali. Ed è solo l’inizio.

I PALAZZI SULLO STADIO
. Il metodo non cambia a proposito della delocalizzazione dello Stadio “Massimino”, nel quartiere Cibali. Il progetto è già depositato da oltre un anno, ovviamente i componenti del Consiglio di quartiere di Cibali, i consiglieri comunali e la cittadinanza intera sono all’oscuro di tutto. Il meccanismo è semplice: i privati dovrebbero costruire un nuovo stadio fuori dal centro storico, in cambio realizzeranno una schiera di ecomostri di almeno venti piani. Le costruzioni circostanti all’area dello scempio, per lo più edifici di pregio storico, rischiano di diventare come delle formiche al cospetto di una montagna. Il tutto in una zona già congestionata dal traffico, priva di arterie idonee a supportare nuovi uffici, centri commerciali e migliaia di vani. Contemporaneamente l’adozione del nuovo piano regolatore avanza alla stregua della tela di Penelope. In questo modo si barcolla a forza di varianti, senza programmazione né trasparenza, il tutto in una città che ha il maggior rischio sismico d’Europa, senza fogne né canali di gronda.

Articolo pubblicato il 09 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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