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Quotidiano di Sicilia

Tumori, la solita impennata riguarda le aree industriali
di Rosario Battiato

Anticipazione della Società italiana di immunologia pediatrica, l’11 settembre convegno a Modica. Nell’Isola incidenza delle patologie inferiore al resto d’Italia, anche se dato è in crescita

Tags: Cancro, Tumore, Inquinamento, Gela, Augusta, Priolo, Milazzo



PALERMO – Ammalarsi di tumore in Sicilia è più difficile che altrove, anche se i fattori che negli anni scorsi hanno protetto i siciliani dal raggiungimento dei valori presenti nel resto d'Italia si stanno lentamente riducendo e di conseguenza anche la differenza delle medie statistiche si sta assottigliando.
 
Inoltre esistono i ben noti picchi regionali che si rintracciano nelle aree industriali petrolchimiche e che continuano a registrare soltanto minimi livelli di avanzamento delle bonifiche. Nel complesso si tratta di un cumulo di dati poco raccomandabile rivelato un'anticipazione dei risultati che saranno presentati a Modica dall'11 al 13 settembre, in occasione dell’ottavo congresso della Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica (Siaip).  

Il futuro dei tumori in Sicilia tra luci e ombre. Complessivamente il tasso di incidenza dei tumori nell'Isola è ancora inferiore rispetto al resto d’Italia, ma il dato regionale si sta pericolosamente avvicinando alla media nazionale mostrandosi particolarmente incisivo “nei territori dove si lavora con il petrolio e i suoi derivati”.

Nel comprensorio di Gela, in particolare, è stato dedicato un corso di formazione specifico. “Emerge – si legge nella nota - che nell’area dove è nato il petrolchimico si è assistito nel corso degli ultimi decenni, ad un’impennata nell’incidenza e nella prevalenza di alcune malattie, sia di tipo tumorale che malformativo, a carico della popolazione residente. Eccessi statisticamente significativi si sono osservati tra la popolazione femminile e maschile per i tumori dello stomaco, del colon-retto, della laringe, della trachea, bronchi e polmoni, vescica e per i linfomi non-Hodgkin”.

Dati puntualmente esposti dai vari rapporti Sentieri dell'Istituto Superiore di Sanità, che riguardano generalmente anche gli altri siti di interesse nazionale. “Esaminando lo stato di altri comuni siciliani, - continua la nota - nel corso del congresso si evidenzierà anche che: nell’area di Augusta-Priolo sono in aumento tra gli uomini i tumori del colon-retto, trachea, bronchi e polmoni e della pleura” mentre “a Biancavilla sono in aumento i casi di tumore alla pleura” e “a Milazzo si è scoperto un eccesso statisticamente significativo per tumore della laringe negli uomini e un eccesso nelle donne per il tumore della trachea, bronchi e polmoni”.
 
E le bonifiche languono: nel rapporto dello scorso giugno del ministero dell'Ambiente sono stati registrati circa 600 ettari bonificati (105 a Milazzo, 62 a Gela, 400 a Priolo) a fronte di un totale di 7.000 contaminati (549 a Milazzo, 795 a Gela, 5.814 a Priolo e 330 a Biancavilla).

Escludendo questi picchi, il dato regionale è assai più blando. Le patologie tumorali, che comunque costituiscono la seconda causa di morte anche in Sicilia, sono meno frequenti rispetto al resto d'Italia con differenze “che arrivano fino al 27 per cento rispetto al nord Italia” anche se “recenti studi di epidemiologia sul comportamento dei tumori si è notato che i fattori protettivi per la Sicilia si stanno riducendo nel tempo e la situazione sta diventando sempre più uniforme rispetto al resto dell’Italia”.

Le patologie più frequenti per i siciliani sono “tumore della prostata, seguito dal tumore del polmone, da quello del colon-retto e dal tumore della vescica, mentre per le donne si presenta come terzo tumore più frequente il tumore della tiroide al posto del tumore del polmone, che risulta il quinto tumore più frequente in sostituzione del tumore dello stomaco”.

Articolo pubblicato il 03 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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