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Messina - Come la città deve riorganizzarsi per l'accoglienza degli immigrati
di Francesco Torre

Al momento c’è una nuova struttura da 200 posti affiancata alla tendopoli. Altri edifici da recuperare. Tensioni tra istituzioni, intanto serve riqualificare le aree militari dismesse

Tags: Messina, Immigrazione



Messina - Riqualificare le aree militari dismesse per le necessità del terzo millennio sarà una delle sfide centrali che le città italiane dovranno affrontare nei prossimi anni. Anche a Messina. Ne è una prova l’intenzione, da parte della Giunta, di adibire una parte dell’Ospedale militare (ex caserma Crisafulli-Zuccarello) a secondo palazzo di giustizia. E ne è ulteriore conferma la parziale trasformazione della caserma Gasparro di Bisconte che, in circa due settimane e dietro il nulla osta del Ministero degli Interni (che ha acquisito l’area dalla Difesa), è diventata un centro di accoglienza temporaneo per i migranti tratti in salvo dai mezzi impegnati nell’operazione Mare Nostrum.

Come senz’altro ricorderete, la questione dell’accoglienza dei migranti nei mesi scorsi aveva reso i rapporti tra Prefettura e amministrazione comunale molto tesi. Il sindaco Accorinti ha da sempre ritenuto la soluzione della tendopoli del PalaNebiolo inadeguata, e nelle more del tira e molla con il Prefetto Trotta è scappato pure qualche insulto di troppo (l’ormai famoso “scarso” dato al rappresentante del Governo dall’assessore ai Servizi sociali Mantineo). Il numero record di sbarchi, poi, ha successivamente obbligato le istituzioni a trovare delle soluzioni “tampone”, e tra queste ricordiamo senz’altro la scuola Pascoli, utilizzata per qualche giorno. Adesso, però, la città dispone finalmente di una nuova struttura da 200 posti che, affiancata alla tendopoli, potrà garantire una migliore organizzazione dell’accoglienza.

Tre gli ambienti della ex caserma dove sono stati allestiti i letti a castello. Predisposta, poi, anche sala mensa, nuove docce e lavandini. E non si esclude un ampliamento del numero dei posti, dato che basterebbe recuperare qualche altro edificio.
Ad occuparsi della gestione concreta e quotidiana dell’area sarà il consorzio Senis Hospes, lo stesso impegnato al PalaNebiolo.

Gli sbarchi del 27 e del 29 agosto (con rispettivamente 262 e 309 migranti) hanno già permesso di “inaugurare” la struttura, che comunque rimarrà “di passaggio”, in attesa di trasferimento in altri centri più attrezzati sul territorio italiano.
L’organizzazione dell’accoglienza, però, dovrebbe ulteriormente migliorare nei prossimi mesi. Nei prossimi giorni, infatti, inizieranno i lavori di adeguamento dell’ex Ipab di Via Sacro Cuore di Gesù, struttura individuata dalla Prefettura con il nulla osta del Ministero degli Interni.

Articolo pubblicato il 04 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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