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Palermo - Da Apcoa ad ausiliari del traffico ma il percorso è pieno di spine
di Gaspare Ingargiola

Gli operatori potranno elevare multe per la mancata esposizione del tagliando e per il divieto di sosta. In Consiglio possibile ostruzionismo contro il provvedimento del sindaco Orlando

Tags: Palermo, Traffico, Viabilità



PALERMO – Ben presto i dipendenti dell’Apcoa diventeranno ausiliari del traffico e potranno elevare le multe come veri e propri vigili urbani. Sarà la stessa Polizia municipale a organizzare un corso nelle prossime settimane per formare i dipendenti dell’azienda mantovana che in città gestisce 2.701 stalli di superficie oltre al parcheggio di piazza Vittorio Emanuele Orlando sotto il Palazzo di Giustizia.

Risale al 2005 l’ultimo accordo tra l’allora amministrazione Cammarata e la Gecopre, cui poi è subentrata la Panormus 2000, che ha affidato il servizio all’Apcoa. Inizialmente l’accordo prevedeva soltanto 865 stalli con le famigerate strisce blu. Ora si scopre che all’interno della convenzione è previsto un corso per far ottenere ad alcuni dipendenti la qualifica di ausiliari del traffico: potranno così multare gli automobilisti sia per la mancata esposizione del tagliando (come già fanno), che consiste in pratica in una violazione contrattuale e che ammonta a 20 euro (che diventano 35 se si paga in ritardo), sia per il divieto di sosta vero e proprio, quindi per violazione al Codice della Strada, come farebbe un vigile qualsiasi: ciò significa che ai 20 o 35 euro iniziali si aggiungerebbe una sanzione di 27 euro che arriverebbe a casa sotto forma di cartella esattoriale per un totale di circa 60 euro: il triplo rispetto alla contravvenzione standard attuale.

I 27 euro andranno al Comune mentre l’Apcoa spera di monetizzare con le violazioni contrattuali, per le quali negli anni non sono mancati rincorsi in tribunale e pile di sentenze che, fra le altre cose, hanno stabilito che il foro competente non è Mantova ma Palermo.

L’ordinanza sindacale per la nomina degli ausiliari potrebbe arrivare a fine mese ma dal Consiglio comunale si sta levando un coro unanime di protesta. Già a febbraio Filippo Occhipinti e Paolo Caracausi di Idv avevano presentato un dossier chiedendo all’amministrazione di ridiscutere la convenzione con l’Apcoa o addirittura di stracciarla a costo di pagare una penale. “L’unica conseguenza di questa novità – sostiene Angelo Figuccia di Forza Italia – sarà quella di tartassare ulteriormente gli automobilisti palermitani. Mi chiedo se questa operazione non nasconda qualche manovra subdola del sindaco per far assumere questi dipendenti presso l’Amat. Se ciò avvenisse sarebbe grave, specie considerando che finora il ricavato delle multe Apcoa non è rimasto a Palermo ma è finito a Mantova, in una delle regioni più ricche d’Italia, la Lombardia, dove ha sede l’azienda”.

Fibrillazioni anche nella maggioranza del Movimento 139. “Non è pensabile la duplicazione di una sanzione per una stessa violazione – attacca su Facebook la vicepresidente del Consiglio, Nadia Spallitta –; in secondo luogo, in mancanza dell’istituzione di Zone a traffico limitato, secondo le norme del Codice della strada, non è consentita la creazione di strisce blu non accompagnate dalla contestuale istituzione di aree di sosta gratuita (vedi sentenza Cassazione 116/2007). Pertanto a Palermo, a mio avviso, buona parte degli stalli a pagamento sono illegittimi, tant’è che numerosi ricorsi presentati in materia dai cittadini al Giudice di pace vedono soccombente l’amministrazione comunale, con conseguenti oneri economici a carico della stessa che si trasformano in altrettanti gravosi debiti fuori bilancio. In relazione a ciò sto predisponendo un'apposita interrogazione. Tra l’altro al riguardo – continua la Spallitta –, in sede di adozione del Piano urbano del traffico il Consiglio comunale ha rinviato a una verifica e a una riclassificazione delle strisce blu eliminando quelle create in contrasto con le norme del Codice della strada o sprovviste di aree gratuite limitrofe, per cui un eventuale regime sanzionatorio deve comunque essere preceduto da una riorganizzazione più generale del sistema della sosta a Palermo. Infine – conclude la consigliera – credo che l’intera vicenda relativa ai rapporti con l’Apcoa debba essere rivisitata”.

Articolo pubblicato il 04 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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