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“Avvoltoi” e maltempo, agricoltori in piazza
di Francesco Sanfilippo

Perso il 3,5% della produzione siciliana. Il settore occupa 600 mila persone, primo in Italia per numero di giornate lavorative. Crisi senza fine, Cia e Confagricoltura protestano: “Servono misure urgenti o è la fine”

Tags: Agricoltura, Crisi



PALERMO - La crisi agricola imperversa da mesi e ha messo in serie difficoltà i produttori siciliani che hanno visto il valore della loro produzione ridotto del 3,5% su base trimestrale nel corso del 2009 secondo gli ultimi dati Istat. Se a questa già precaria situazione, si aggiungono i danni causati dal recente maltempo che sono stati valutati a oltre 500 milioni, esiste il concreto rischio di tracollo di una parte consistente dell’economia isolana. Oltre a tutto, si tratta di una parte non indifferente dell’economia, poiché impiega 600 mila addetti nel settore agricolo, che rende 15 milioni di giornate lavorative (1° in Italia), che impegna 110 mila braccianti e che vanta 260 mila aziende secondo l’Istat di cui 110 mila iscritte alle camere di Commercio.
In realtà, il settore agricolo richiede una ristrutturazione profonda che favorisca la nascita di cooperative dei produttori, che eviti frammentazioni eccessive, e che introduca le indispensabili innovazioni a vantaggio della qualità dei prodotti. La stretta fiscale, però, impedisce questi processi di rinnovamento ed è l’impossibile per le aziende agricole accedere al credito al momento. Le imprese che non hanno quest’accesso, non possono neanche usufruire dei fondi europei, giacché questi ultimi passano attraverso il sistema creditizio. Inoltre, a questo quadro, si aggiungono i finanziamenti promessi ma ancora non attuati del Governo Regionale.

Il presidente Gurrieri ha dichiarato: “Manca una politica agraria di livello capace di affrontare i problemi strutturali della crisi, di garantire un’azione di sostegno alla riorganizzazione del settore agricolo e di favorire un accesso al credito. Abbiamo un’agricoltura che rischia di essere marginalizzata con una ricaduta negativa sull’intera economia siciliana. Davanti a questo scenario, la Cia e la Confagricoltura hanno deciso di portare in piazza questo stato di difficoltà, di protestare per quest’assenza d’interventi a sostegno dell’agricoltura e nello stesso tempo di richiamare l’attenzione dell’intera opinione pubblica di fronte ad una crisi che rischia di diventare irreversibile”.

Il presidente di Confagricoltura, Gerardo Diana ha affermato: “Il momento è difficilissimo e credo sia ora di avere delle risposte immediate, perché, così come è accaduto per gli altri settori produttivi che hanno avuto delle risposte, noi, che siamo un settore economico vitale, non ne abbiamo avuto e siamo costretti a scendere in piazza, cosa che solitamente non facciamo”.

Articolo pubblicato il 09 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Fonte: Confederazione italiana agricoltori Sicilia
Fonte: Confederazione italiana agricoltori Sicilia