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Quotidiano di Sicilia

Caltanissetta - Debiti fuori bilancio: caos a Gela
di Liliana Blanco

L’operato delle precedenti amministrazioni, a partire da quella Crocetta, ha messo in ginocchio l’Ente. La delicata situazione del Comune è finita nel mirino della Corte dei Conti

Tags: Gela, Bilancio



GELA (CL) - Altre due deliberazioni della Sezione di controllo della Corte dei Conti regionale sono arrivate al Palazzo di Città. Anche in seguito alla relazione del Collegio dei revisori comunali sul rendiconto 2012 i magistrati hanno puntato l’attenzione in particolare sui debiti fuori bilancio.
 
“Pur prendendosi atto – si legge nella relazione  dei magistrati contabili –  del percorso virtuoso intrapreso dall’Ente, che ha portato al riconoscimento, con relativa copertura contabile, di una parte consistente della massa passiva finora emersa, risulta tuttavia dalle memorie depositate come continuino a emergere ulteriori debiti fuori bilancio da riconoscere, per importi considerevoli, che rendono allo stato difficile una definitiva perimetrazione della reale massa passiva dell’Ente, con evidenti incognite circa la futura tenuta degli equilibri”.

“La consistenza – si legge ancora nel documento - di debiti fuori bilancio in continua emersione, denota una prassi, risalente nel tempo, assolutamente contraria a basilari principi di salvaguardia degli equilibri di bilancio che, in violazione delle regole giuscontabili, ha prodotto la trasformazione del debito fuori bilancio da evento straordinario a ordinaria modalità per affrontare le esigenze della gestione. L’emersione di tale massa passiva denuncia poi come si sia sottratta questa mole debitoria, negli anni, alla doverosa riconduzione al bilancio dell’ente e ai necessari, tempestivi, interventi di riequilibrio”.

La volontà dell’amministrazione oggi retta da Angelo Fasulo per ridurre il debito accumulato, che nel tempo ha assunto dimensioni macroscopiche, è apprezzata dalla Sezione di controllo della Corte dei Conti, ma resta “la sussistenza di gravi profili di criticità con riferimento alla sana gestione finanziaria dell’Ente, con riferimento al rendiconto 2012”. In pratica l’operato delle amministrazioni precedenti (fra cui quelle dell’attuale presidente della Regione, Rosario Crocetta, ndr) hanno influito pesantemente sul negativo stato di salute delle casse comunali.

“In ordine alle spese – hanno scritto i magistrati contabili – vale rilevare la necessità di monitorare attentamente il ricorso alle procedure d’affidamento diretto e all’istituto della proroga contrattuale. La sezione invita l’amministrazione comunale a intervenire con decisone e tempestività al fine di monitorare costantemente l’attività contrattuale dell’Ente, che si caratterizza per un eccessivo ricorso alle procedure negoziate e agli affidamenti diretti”.

Secondo la Ragioneria tali debiti si sarebbero formati, nel corso degli anni, soprattutto a causa di incarichi legali e costituzioni in giudizio per conto dello stesso Ente: “Il Comune – è scritto nella nota della Corte dei Conti – riferisce che quasi il 50% delle costrizioni sarebbe motivato da atti di citazione per risarcimento danni scaturenti da difetti di manutenzione del manto stradale e dei marciapiedi, mentre gli espropri occuperebbero una percentuale pari all’8%. La sezione non può non ribadire in proposito come, nonostante le numerose richieste in tal senso effettuate in sede di controllo finanziario e, da ultimo, in occasione dell’esame del rendiconto 2012, l’Ente non abbia ancora prodotto un elenco dettagliato del contenzioso e delle relative passività potenziali”.

Sulla relazione di regolarità della gestione e sull’efficacia e l’adeguatezza del sistema dei controlli interno all’Ente per l’anno 2013, presentata dal sindaco, la Corte dei Conti si è infine espressa in termini positivi, in particolare per quel che concerne il capitolo dei costi dei servizi a domanda individuale che “sono assicurati complessivamente nella misura superiore al limite minimo stabilito dalla normativa vigente. In particolare la percentuale complessiva di copertura dei costi dei servizi a domanda individuale, per l’esercizio 2013, è pari al 66,48%”.

Articolo pubblicato il 09 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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