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Assunzioni 2014, in tutta la Sicilia la metà di Milano
di Serena Giovanna Grasso

Anticipazioni del Rapporto Excelsior: saldo positivo rispetto al 2013, ma la nostra Isola non decolla. A Palermo e Messina crescono le opportunità rispetto allo scorso anno

Tags: Lavoro, Turismo, Disoccupazione



PALERMO – L’economia siciliana continua ad imbarcare acqua, ma non è una novità. Uno dei motori primari che potrebbe innescare la ripresa si è irreparabilmente inceppato: l’occupazione. Secondo la classifica stilata sull’offerta di posti di lavoro per provincia lo scorso lunedì 1 settembre dal “Sole 24 ore”, sulla base delle anticipazioni del rapporto “Excelsior informa” di Unioncamere, le imprese siciliane prevedono di assumere nel corso del 2014 complessivamente 19.860 persone, facendo registrare una differenza 2013-2014 positiva pari a +1.280, in valori percentuali +7%.
 
Dunque, rapportando la situazione odierna dell’Isola a quella vissuta lo scorso anno possiamo affermare che complessivamente siamo in ripresa, il neo però risiede nella lentezza con cui andiamo avanti. Il valore complessivo delle assunzioni prospettate in Sicilia non è altro che poco più della metà delle offerte di lavoro previste per la sola provincia di Milano (35.610), non a caso il Capoluogo lombardo è primo nella classifica del “Sole 24 ore”. Per non parlar poi della situazione complessiva della Lombardia, con le sue 78.230 assunzioni previste esattamente il quadruplo rispetto a quelle siciliane.

Nella prima parte della classifica risiedono Palermo (ventitreesima), Catania (ventisettesima) e Messina (trentottesima). Mentre il capoluogo etneo tra il 2014 e il 2015 ha subìto una perdita di 150 posti, diverso è stato l’andamento per le altre due province. Palermo prevede di assumere 620 persone in più rispetto al 2013, ancor meglio fa Messina con un incremento pari a +770 unità grazie all’aumento dei posti stabili (dal 20 al 27%) e la diminuzione di quelli a termini e dei contratti atipici (-5%), in definitiva il tasso di assunzione è passato dal 6,5% del 2013 all’8%, percentuale superiore sia alla media regionale che a quella nazionale.

Per quel che riguarda la ripartizione per età, le assunzioni under 30 previste dalle imprese in Sicilia sono pari al 28%, percentuale ben al di sotto rispetto allo standard nazionale mediamente pari al 30%, con le punte più elevate in Lombardia (34%) e addirittura anche in Calabria (33%).

Nell’Isola le imprese a dare lavoro saranno solo 12 su 100, perlopiù di piccole dimensioni (1-9 dipendenti), seguite da quelle grandi. Più stagnante appare il quadro per le imprese medie. Ancora persistenti sono le differenze di genere: in Sicilia le donne potranno raggiungere il 30% delle assunzioni, contro il 37% a livello nazionale. Tornando all’universo totale della popolazione che tiene in conto sia la porzione femminile che quella maschile, nel 23% dei casi verrà richiesta una pregressa esperienza nella professione e ad un ulteriore 38% un’esperienza almeno nel settore in cui opera l’azienda.

Riguardo al tasso di scolarizzazione richiesto, solo appena il 10% interesserà persone laureate, a causa della bassissima incidenza di figure professionali ad alta specializzazione. Infatti, nella stragrande maggioranza dei casi è richiesta una bassa formazione scolastica e diminuisce anche la richiesta del possesso di un diploma (dal 49% al 43%).
 

 
Due posti su tre nel settore turismo e ristorazione
 
Venendo alla tipologia delle professioni richieste, in Sicilia bassa è la ricerca di specialisti e tecnici attestandosi appena al 13%, esattamente 3 punti percentuali in meno rispetto alla media italiana. Mentre le figure intermedie e basse ricoprono la maggior fetta, rappresentando rispettivamente il 43 e il 44% delle assunzioni. Questi dati non fanno altro che costringere quanti non vogliono lasciare l’Isola ad accontentarsi di svolgere lavori più umili e ben al di sotto rispetto alle proprie competenze e titoli di studio, rinunciando a coltivare i propri sogni ed aspirazioni. Esaminiamo nello specifico i singoli profili ricercati: due assunzioni programmate su 3 si concentrano su turismo e ristorazione, ossia cuochi, camerieri e  baristi, ma anche sulle professioni non qualificate delle attività commerciali quali commessi e personale di vendita. Ciò che è parimenti richiesto, quasi nella metà del casi (40%), è la capacità di lavorare in gruppo, la capacità comunicativa e la capacità di lavorare in autonomia.

Articolo pubblicato il 09 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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