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Messina - Rifiuti, ancora molte incertezze sul futuro di Messinambiente
di Francesco Torre

Molto vicina la procedura di liquidazione dell’Ato3: non si conosce il futuro dei 53 dipendenti. Sulla questione si procede a tentoni, secondo una logica di scadenze e proroghe

Tags: Messina, Messinambiente, Rifiuti



MESSINA - Nonostante il termine del 31 agosto per la chiusura della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea sia stato prorogato, sono tante le scadenze che preoccupano in vista di una definitiva fuoriuscita dall’emergenza rifiuti. Restando a Mazzarrà, infatti, è vero che sono state individuate nuove volumetrie per il conferimento (che consentiranno ai Comuni della Provincia di scaricare i rifiuti per tutto il mese di settembre), ma è anche vero che i problemi rilevati dall’Arpa e dalla commissione di vigilanza sono stati confermati nella loro totalità e che, dunque, la società Tirreno Ambiente entro il 22 settembre dovrà produrre un progetto di chiusura. Dove andrà a conferire Messinambiente dal mese di ottobre?

Altra scadenza riguarda 53 dipendenti dell’Ato3 che, a fine mese, per via della conclusione della procedura di liquidazione della società d’ambito, si troveranno senza lavoro. A perorare la loro causa il consigliere Benedetto Vaccarino e la presidente del Consiglio comunale Emilia Barrile, entrambi Pd. Si profila un passaggio in Amam, e l’amministrazione pare non sia contraria. Ma intanto all’Ato3 da due mesi non si pagano gli stipendi, anche e soprattutto per via del decreto ingiuntivo di oltre 6 mln di euro fatto partire da Messinambiente.

E qui il passaggio a un’altra – possibile – scadenza, quella dell’incarico del supermanager Alessio Ciacci. In realtà la fine del contratto non è vicina, ma pare che vi siano frizioni in Giunta (dovute proprio al diniego del manager a ritirare il decreto ingiuntivo) e “tentazioni” di fuga che indurrebbero a pensare a un divorzio. Le voci finora sono state messe a tacere, ma Ciacci continua a chiedere all’amministrazione maggiori risorse (fino a 3 mln € al mese) e tutto questo in un contesto di costante emergenza e dopo che Asp e Prefettura hanno paventato il rischio di “allerta sanitaria” e messo in mora Palazzo Zanca. Contro l’operato del manager toscano, poi, da sempre anche il Consiglio comunale (in primis Giuseppe Santalco) e da questa estate anche i Consigli di quartiere, il cui piano alternativo è stato snobbato dai vertici di via Dogali.

In città, intanto, sono arrivati i “nuovi” mezzi per la raccolta, acquistati “usato sicuro” proprio da Ciacci al costo di 400 mila euro. E mentre grazie a un progetto di riorganizzazione aziendale si prova a dare efficacia ed efficienza all’azione di Messinambiente, da Palermo è arrivato il decreto per il finanziamento della sperimentazione del “porta a porta”, quella che secondo le promesse dell’assessore al ramo Ialacqua doveva partire già a settembre 2013. La Regione metterà sul piatto oltre 3,5 mln di euro, il Comune un altro milione, ma per sbloccare i finanziamenti Giunta e Consiglio dovranno approvare la spesa. La delibera, però, al momento non è ancora all’ordine del giorno. Nell’attesa, i cittadini dovranno nuovamente mettere mano al portafogli, perché è in arrivo la nuova Tari.

Articolo pubblicato il 11 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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