Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia  su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Rosario Crocetta penultimo tra i presidenti più graditi
di Raffaella Pessina

Il Pd insiste per il rimpasto. Crocetta: “Raciti peggio dei bolscevichi”. Gli aspiranti nuovi assessori: Cataldo Salerno e Angelo Villari

Tags: Rosario Crocetta, Ars, Rimpasto, Nelli Scilabra, Piano Giovani



PALERMO - “Una profonda svolta politica e programmatica per il rilancio dell’azione di governo e un adeguato profilo della giunta regionale”. E’ quanto ribadisce la direzione regionale del Partito democratico sottolineando la necessità di una ridefinizione della delegazione del Pd in giunta.
 
Nel nuovo assetto, secondo i cuperliani, non ci sarebbe più posto per il contestato assessore alla Formazione Nelli Scilabra, ritenuta responsabile del flop sul Piano giovani, ma a cui il presidente - che sinora ha resistito all’idea di un nuovo rimpasto - non intende rinunciare. I nomi dei probabili assessori potrebbero essere i cuperliani Cataldo Salerno e Angelo Villari, confermando i renziani Roberto Agnello e Giuseppe Bruno.

Oggi a Roma con Raciti, Guerini e Crocetta, dovranno decidere. Per la cronaca contro la Scilabra hanno preparato una mozione di censura il centro destra, mentre si appresta a fare altrettanto il Movimento 5 Stelle e non è da escludere che una parte del Pd possa appoggiare tali iniziative.

In merito alle pressioni del Pd sul rimpasto, Crocetta ha detto che neanche i bolscevichi si sarebbero comportati come Raciti per decidere gli assessori della sua giunta. “La sinistra in Sicilia non aveva mai vinto - ha detto Crocetta - Dovrebbero ringraziarmi. Invece alcuni vengono da me per dirmi che contavano di più quando c’era Raffaele Lombardo”. E conclude: “questa non è ricomposizione politica ma un tentativo di restaurazione ben diverso dal dare rappresentazione a una parte del Pd in giunta. Sono disponibile a qualsiasi discussione ma non alla modifica del mio programma rivoluzionario”, ribadisce Rosario Crocetta. Sulla richiesta di rimozione dell’assessore Scilabra Crocetta è stato categorico: “Nessuno si può permettere il lusso di fare ultimatum sulla Scilabra, un assessore che ha messo in discussione il malaffare nella formazione professionale”. Per il governatore resta comunque “inamovibile”. “Mi domando – ha detto il governatore -  perché non si è pensato di cacciare Genovese dal partito invece di voler cacciare la Scilabra. Le trattative del rimpasto -ha concluso- non si fanno sulla questione morale”.

E intanto il governatore siciliano sprofonda nella classifica di gradimento tra i presidenti di Regione piazzandosi al penultimo posto con il 46,1%. Enrico Rossi (Toscana - Pd) con una percentuale di gradimento pari al 56,5% è il presidente di Regione più amato d’Italia.  Questi i dati che emergono dall’indagine Monitoregione dell’istituto di ricerca Datamedia sull’apprezzamento dei governatori di Regione per il secondo trimestre del 2014. Ultimo in classifica Paolo di Laura Frattura (Molise - Pd) con il 45,4%. Crocetta ha commentato i dati dicendo che “Non è cambiato nulla nel rapporto con i siciliani perché io sono stato eletto con il 34 per cento dei voti e ora ho un 46 per cento di gradimento. In Sicilia non abbiamo mai avuto i numeri bulgari della regione Toscana e il centrosinistra non ha una grande tradizione storica in Sicilia. I dati vanno letti: per me vanno benissimo, con il 46 per cento sarei super eletto”. 

Articolo pubblicato il 11 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus