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Messina - Servizi sociali, esplode la bomba: prestazioni drasticamente in calo
di Francesco Torre

Fondi Pac, gli uffici non sarebbero organizzati per rendicontare progetti: polemiche col dirigente. Il Consiglio cancella la destinazione dei ricavi Tasi, chieste dimissioni di Mantineo

Tags: Messina, Fondi Pac



Messina - Richieste nuovamente le dimissioni dell’assessore comunale ai Servizi sociali, Nino Mantineo. Le vicende estive legate al settore, culminate con la scelta del Consiglio comunale di cancellare il finanziamento di 2 mln € dei ricavi Tasi per affidarli ad altri servizi, hanno nuovamente alzato i toni di una contestazione che unisce sindacati, cooperative, utenti, partiti e anche gli stessi dipendenti pubblici. Dopo più di un anno dall’insediamento dell’assessore che prometteva “rivoluzioni”, in effetti, nulla è stato cambiato, e i servizi sono drasticamente diminuiti.

Pensiamo a Casa Serena. La riduzione del personale ordinata dalla Giunta ha provocato gravi disagi tra i pazienti, che si sono visti d’un tratto negati servizi a fronte del mantenimento del livello delle rette. Naturale così che il 25 agosto sia partito per firma di parenti e pazienti un esposto in Procura, con segnalazione di un “inspiegabile abbandono morale, psichico e medico”, cui il Comune dovrà certo rispondere.

Altrettanto emblematiche le vicende riguardanti i fondi Pac e i bandi ordinari. Quanto alla prima questione (4,5 mln € di finanziamenti regionali), ad agosto ha generato una coda di polemiche la nota del dirigente Giovanni Bruno con la quale si avvisava la Giunta che il dipartimento non era in grado di gestire la rendicontazione del progetto e che non vi erano in cassa i soldi per le necessarie anticipazioni richieste dal bando. “Nell’occasione – ha anche evidenziato Bruno – si richiama l’attenzione sulla necessità di evitare la richiesta di nuove procedure e progetti”. La risposta di Mantineo non si è fatta attendere, con il richiamo ad una gestione più efficace, efficiente e trasparente del Dipartimento. Ma chi l’ha rimodulato quell’ufficio se non lo stesso assessore con il direttore generale Le Donne, entrato a Palazzo Zanca con la nomea di “fuoriclasse”? Delirio allo stato puro, insomma, ma intanto i soldi sono a rischio, e con essi i servizi, a meno che da Palermo non autorizzino soluzioni alternative.

Del tutto surreale, poi, lo stallo in cui sono invischiate le procedure di valutazione relative ai bandi ordinari. Probabilmente passeranno ancora un paio di mesi prima delle graduatorie, e così si continuerà con le proroghe, ovvero con il sistema “buzzanchiano” che Mantineo in campagna elettorale criticava come il male assoluto.

In ultimo, la Tasi. Meno di 10 mln € i proventi previsti e la Giunta aveva deciso di spenderne 2 per l’attivazione del segretariato sociale. In aula, però, i consiglieri hanno emendato la delibera dirottando i fondi su altro: i mercati, la manutenzione stradale, la Protezione civile. “Persino i dirigenti ci hanno confermato che quei servizi sociali non rientravano esattamente negli indivisibili”, hanno spiegato in una conferenza stampa congiunta, richiedendo le dimissioni di Mantineo. È ora di rimpasto in seno alla Giunta?

Articolo pubblicato il 12 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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