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Giunta Crocetta, tre gli assessori bersaglio
di Giovanna Naccari

Non solo il flop del piano Giovani, adesso c’è pure il sospetto di abusivismo. Dopo Scilabra e Agnello, adesso anche la Sgarlata

Tags: Ars, Rosario Crocetta, Nelli Scilabra, Roberto Agnello, Maria Rita Sgarlata



PALERMO - Il presidente Rosario Crocetta, alle prese con le richieste di rimpasto e le mozioni di censura agli assessori all’Istruzione Nelli Scilabra (Pd) e al renziano Roberto Agnello (Economia), trova un’altra donna dell’esecutivo a rovinargli il finesettimana.  Questa volta è Mariarita Sgarlata, che ha la delega al Territorio e Ambiente.

L’assessore, già candidata a sindaco di Siracusa con Il Megafono di Crocetta, sarebbe coinvolta, secondo fonti di agenzie, in presunte irregolarità per la costruzione di una piscina nella sua villa. La Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta e Crocetta ha trasmesso la relazione degli ispettori dei Beni culturali ai magistrati di Palermo. “L’ho fatto per una questione di trasparenza”, dice il presidente all’Ansa. 

Per l’assessore Sgarlata è “un attacco politico”. E così commenta sul suo sito web: “Le notizie calunniose relative alla costruzione di una piscina abusiva nella casa di mia proprietà sono il frutto di un attacco di natura politica”.  E continua all’Ansa: “Rimettendomi serenamente al giudizio degli organi inquirenti, qualora contrariamente ad ogni logica e presupposto che a me oggi sfugge, dovessero risultare responsabilità dirette e personali non tarderò un minuto in più a rassegnare le mie dimissioni nelle mani del presidente, e ciò per difendere il mio onore e per rispetto dei siciliani”.

Questo è il secondo terremoto, dopo il fallimento del ‘Piano Giovani’, che per problemi tecnici ha lasciato fuori migliaia di aspiranti beneficiari, con la conseguente bocciatura da parte della coalizione della gestione targata Scilabra, e la richiesta di dimissioni da parte dell’opposizione.

Ma Crocetta deve fare i conti anche con la mozione di censura contro l’assessore all’Economia Roberto Agnello annunciata trasversalmente nelle file di Fi, Pd, Udc e Lista Musumeci, nell’ambito del piano industriale di Riscossione Sicilia.
L’agenda della politica siciliana puntata sugli scontri di partito, più che sui programmi di sviluppo, potrebbe fare ammutolire il premier Matteo Renzi, atteso a Palermo per inaugurare l’anno scolastico alla “Padre Pino Puglisi”, in occasione dell’anniversario della morte del sacerdote ucciso dalla mafia.

A tenere banco è anche la vicepresidenza dell’Ars, con la poltrona lasciata libera dal deputato Salvo Pogliese, eletto al Parlamento europeo.

Luca Sammartino, capogruppo di Articolo 4, chiede “un confronto aperto e leale fra maggioranza e opposizione nel pieno rispetto del Parlamento”.

Il Partito dei Siciliani Mpa si scaglia contro Forza Italia. Dice il capogruppo Roberto Mauro: “Da parte di Fi c’è un comportamento che privilegia le logiche delle correnti piuttosto che la prospettiva di ricostruire in Sicilia un centrodestra in grado di fare vera opposizione e mettere in atto una proposta politica in grado di dare risposte alle emergenze sempre più gravi”.
Il Movimento 5 Stelle candida alla poltrona il capogruppo Francesco Cappello. E Nino D’Asero è il candidato del Nuovo centrodestra. D’Asero è il presidente del gruppo all’Assemblea regionale siciliana.

Articolo pubblicato il 13 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Rosario Crocetta
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Nelli Scilabra
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