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Catania - San Giorgio: fogne a cielo aperto ma la Regione tradisce l'impegno
di Melania Tanteri

Situazione assurda in un quartiere periferico già travagliato. I residenti scrivono al procuratore Salvi. Il progetto definitivo c'è, manca l'atto dirigenziale per sbloccare il finanziamento

Tags: Catania, Depurazione, Fognatura



CATANIA - I tempi burocratici, lunghi e farraginosi, non si conciliano con le esigenze della cittadinanza. Ha commentato così, il consigliere comunale del Pd, Niccolò Notarbartolo, l’annosa vicenda relativa all’assenza di rete fognaria a San Giorgio, quartiere popolare in cui, all’urbanizzazione massiccia degli ultimi decenni, non hanno fatto seguito lavori infrastrutturali fondamentali, come quello per lo scarico e la raccolta delle acque nere.
 
La questione, nota da tempo, è infatti approdata tra gli scranni del Consiglio comunale dopo l’interruzione del servizio comunale di espurgo pozzi neri, a causa dell’assenza di revisione dei mezzi. Una situazione ch ha trasformato la già difficile condizione delle migliaia di famiglie residenti lungo lo stradale Cravona in un dramma. Costretti a scegliere tra pagare un privato per svuotare le fosse biologiche migliaia di euro e gettare gli scarichi per strada, infatti, gli abitanti optano per la seconda opzione, trasformando la collina alle spalle di Monte Po in una vera e propria fogna a cielo aperto.

"Non solo non abbiamo fogne - ha sottolineato Giuseppe Parisi, presidente del comitato spontaneo di cittadini - ma l'ufficio espurgo è chiuso e i dipendenti sono stati spostati all'ufficio Verde pubblico, perché manca la revisione ai mezzi".

Un dramma a tutti gli effetti, dunque, quello che sono costretti a subire gli abitanti di San Giorgio, rappresentato in aula dal consigliere Salvo Giuffrida che ha interrogato l’assessore comunale all’Ambiente, Rosario D’Agata, sullo stato dei finanziamenti per la realizzazione dell’opera. "Che fine ha fatto il finanziamento regionale" - ha chiesto. L'amministrazione deve occuparsi dei problemi delle persone - ha aggiunto - è da queste cose che si vede l'efficacia di un governo".

Ma il Comune sembra possa fare poco: il progetto sarebbe infatti fermo alla Regione, come ha spiegato l’assessore D’Agata, non senza toni polemici. "Su questa questione lavoro da molti anni - ha affermato D’Agata. Fino a poco tempo fa ero fiducioso, perché la Regione mandò una lettera nella quale prometteva la realizzazione della rete fognaria di San Giorgio. Sulla base di quella promessa noi abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare, ma la Regione non ha mantenuto la parola".

L’intoppo sarebbe proprio a Palermo, come ha confermato il consigliere Niccolò Notarbartolo, presidente della Commissione consiliare Lavori pubblici.

"Il progetto definitivo - ha spiegato - è fermo alla Regione poiché manca l'atto dirigenziale che sblocchi il finanziamento. Anche l'assessore Bosco si era interessato a questo decreto dal quale dipende tutto", ha aggiunto il consigliere democratico.
Nel frattempo, gli abitanti, alcuni dei quali erano presenti in aula, hanno organizzato una petizione, inviata al procuratore della Repubblica Giovanni Salvi, per denunciare la situazione diventata ormai insostenibile.

Articolo pubblicato il 13 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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