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Palermo - Via i gazebo, benvenuto ai dehors. Nuove regole per il suolo pubblico
di Gaspare Ingargiola

Alle piattaforme in legno sono preferiti elementi di arredo quali tende solari e stufe portatili. Il regolamento è stato approvato dopo un interminabile iter amministrativo

Tags: Palermo, Gazebo, Dehors



PALERMO - L’era dei gazebo è finita per sempre, ora tocca ai dehors. Non da subito, però, perché il Consiglio comunale ha concesso ai ristoratori già in possesso di una concessione 36 mesi di tempo per adeguarsi al nuovo regolamento sull’occupazione del suolo pubblico.

Finisce così una querelle che si trascinava dall’alba della Giunta Orlando fra ripicche, regolamenti scritti e riscritti e un contraddittorio continuo tra l’Assise e l’Amministrazione attiva. Con venti sì, quattro no (Bruscia, Tantillo, Ferrara, Russo) e tre astenuti (Cusumano, Lombardo e il presidente Orlando) Sala delle Lapidi ha detto addio alle piattaforme di legno che l’ex assessore alle Attività produttive, Marco Di Marco, definì "veri e propri chalet di montagna".
 
Con il nuovo regolamento, il Consiglio autorizza gli elementi di arredo quali sedie, tavolini, ombrelloni, poltroncine, fioriere mobili, tende solari e stufe portatili (non più pesanti di 10 o 15 chili) soltanto nelle Zone a traffico limitato, sui marciapiedi, sulle strisce blu (ma solo previo rimborso ad Amat o Apcoa), nelle isole pedonali e nelle borgate marinare (ma solo dalle otto di sera all’una del mattino).

Al contrario, nelle zone non pedonalizzate e nelle strade non sottoposte a Ztl di tipo E ed F (strade di quartiere o locali) chi ha un’autorizzazione del Suap al pubblico esercizio godrà di una proroga di 36 mesi in regime sperimentale per capire come muoversi, mentre chi non ha un’autorizzazione non potrà più averla.

Tra le squadre di quartiere ci sono via Enrico Albanese, via Emerico Amari, via Archirafi, via Archimede, via Autonomia Siciliana, via dei Cantieri, piazza Castelnuovo, corso Finocchiaro Aprile, via Galileo Galilei, via Partanna Mondello, la stessa via Maqueda. La lunghezza massima consentita per l’occupazione del suolo pubblico è di 12 metri, l’ampiezza massima è di 36 metri quadrati che salgono a 50 nelle isole pedonali e a 100 per i grandi ristoranti la cui superficie di vendita è maggiore di 200 metri quadrati. In ogni caso la struttura esterna non potrà essere superiore al doppio della superficie di vendita del locale. Le aree dovranno essere delimitate da strisce verdi e rispettare alcune distanze minime: 1,20 metri l’una dall’altra, 0,75 metri dall’apertura più vicina (portone o finestra che sia), 1,50 da attrezzature o arredi pubblici, 2,5 metri da manufatti quali edicole o chioschi, 15 metri dalle colonnine più esterne dei distributori di carburante, mezzo metro dalle aiuole, 2 metri dalle piste ciclabili e 15 metri dal segnale di fermata dei mezzi pubblici. Distanze che, ad esempio, impediscono di piazzare i dehors in via Maqueda. L’area occupata non dovrà distare più di 10 o, in casi eccezionali, 15 metri dall’accesso dell’esercizio e sarà lo stesso titolare a dover vigilare sul rispetto delle norme igienico-sanitarie. Superato così lo scoglio dell’Asp che si era sempre detta favorevole ai gazebo perché proteggevano cibo e bevande da agenti esterni, insetti e piccoli roditori.

Le autorizzazioni avranno la durata di 8 (temporanee) o 36 mesi (continuative), in entrambi i casi rinnovabili. Le strisce blu potranno essere occupate solo nelle Ztl in cambio, come accennato, di un conguaglio ad Apcoa e Amat.

Altra novità è la zonizzazione della città, distinta in Centro storico, borgate marinare, fascia costiera e zona residenziale. Nel Centro storico gli ombrelloni dovranno essere di legno scuro e telo bianco opaco, crema o avorio con tavoli e sedie in ghisa e ferro battuto. Nelle borgate marinare (Acquasanta, Arenella, Mondello, Vergine Maria e Sferracavallo) gli ombrelloni dovranno essere di legno scuro e telo bianco puro o blu cielo con tavoli e sedie in stile floreale e arredi neri, bianchi e blu. Nella fascia costiera dall’Acquasanta ad Acqua dei Corsari gli ombrelloni dovranno essere in legno o metallo scuro e telo bianco puro o blu cielo con tavoli e sedie neri, bianchi e blu. Nella zona residenziale gli ombrelloni dovranno avere il telo bianco opaco, crema o avorio mentre tavoli e sedie potranno essere realizzati a piacere purché siano sobri e decorosi.

Articolo pubblicato il 16 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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