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Catania - Il lungomare andrebbe liberato da degrado e incuria
di Desirée Miranda

Scogliera pericolante e cemento di lidi inutilizzati. Serve un piano programmatico di sviluppo. Il declino dai senzatetto di piazza Europa a piazza Tricolore impraticabile

Tags: Catania



CATANIA - Bellezza e degrado. Abbandono e immobilismo si contrappongono ai primi tentativi di recupero sociale al lungomare di Catania. Da qualche mese ormai, ogni prima domenica del mese, da piazza Europa e fino a piazza Mancini Battaglia si trasforma in una mega pista ciclabile, fruibile anche da chi va a piedi, coi pattini o con lo skate. Accade però che accanto a gente che si diverte e decide di trascorrere una domenica diversa dal solito, all'insegna del moto all'aria aperta e dello stare in compagnia, le incongruenze si moltiplicano.
 
“Famiglie che passeggiano, ciclisti dilettanti che pedalano e amanti dello sport che fanno jogging sono accanto a senza tetto che restano invisibili agli occhi della città, alle piazze transennate ed ai monumenti storici trasformati in pattumiere o latrine. Questo è il bello e il brutto di una delle più importanti zone turistiche di Catania”, denuncia il consigliere di Con Bianco per Catania, Giuseppe Catalano. Assistiamo quindi, da una parte a un tentativo di riappropriazione della città seppure con notevoli difficoltà e che ha creato un iniziale contrasto tra l'amministrazione e i commercianti che lamentano di essere danneggiati dal lungomare pedonale; e dall'altro a una città lasciata a se stessa in cui i cittadini diventano fantasmi. “Un abbandono che l’amministrazione comunale sta cercando di combattere ma che è ancora ben lontana dal risolverlo definitivamente”, sostiene Catalano.

“Dopo i locali interni del Monumento ai Caduti, adesso uno dei principali bivacchi si trova sotto piazza Europa. Qui c’è un rifugio per tanta gente costretta a vivere nell’emarginazione e nell’inumanità. Una casa arredata con materiale di fortuna dove si può trovare di tutto e i cui occupanti cercano di nascondersi agli occhi della gente con i teloni”. Sono persone che vivono di espedienti e che non ricevono l'aiuto di cui avrebbero bisogno come quelli che hanno occupato l'ex garitta militare nella strada che porta al porto Rossi e non solo.
 
“Spostarli  o evacuarli dalle loro baracche o sistemazioni di fortuna avrebbe il solo effetto di rinviare ancora la soluzione della questione e non affrontarla in modo definitivo. Ecco perché a breve proporrò all’assessore ai Servizi Sociali di creare una “task force” necessaria a preparare una mappa delle baraccopoli cittadine e coinvolgere così palazzo degli Elefanti e tutte le istituzioni ed enti che operano nel sociale per dare a queste persone un’alternativa alla strada e la possibilità di crearsi una seconda vita fatta di decoro e speranza”, dichiara il consigliere Catalano. Un impegno non solo per aiutare i bisognosi, ma anche per cercare di risolvere il problema degrado.

Piazza Tricolore ad esempio è quasi del tutto transennata e inagibile da molti anni ormai, mentre la scogliera è pericolante e ancora oggi ci sono resti di quello che un tempo era il lido Tribe Beach. Ma non solo. Il mare a Catania è quasi un miraggio nonostante la città ci si affacci, molto è il cemento che divide l'acqua marina dai catanesi. “Abbiamo bisogno di un piano programmatico di sviluppo dell’intero lungomare in cui inserire anche la riqualificazione di piazza Tricolore e piazza Nettuno oltre alla valorizzazione sociale e turistica del Monumento ai Caduti e delle due Garitte Spagnole”, conclude Giuseppe Catalano.

Articolo pubblicato il 18 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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