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Messina - Collegamenti nello Stretto, situazione drammatica
di Francesco Torre

Un probabile cartello contro la decisione di Accorinti di vietare i Tir al porto storico e a Norimberga. Il bando per il rinnovo dei servizi Metromare è andato deserto. E Bluferries dirotta tutto su Tremestieri

Tags: Messina, Stretto Di Messina, Renato Accorinti, Metromare



Messina - Il bando per il rinnovo dei servizi Metromare è andato deserto. Nessuna compagnia di navigazione ha presentato al ministero dei Trasporti un’offerta per aggiudicarsi il servizio nell’anno 2015. A conti fatti, dunque, allo scadere dell’anno in corso l’unico collegamento tra le due sponde dello Stretto sarà effettuato dai traghetti della Caronte&Tourist per la tratta Messina – Villa San Giovanni.

Sulla partecipazione al bando, evidentemente, ha pesato la decisione di Bluferries di abbandonare il porto storico a seguito dell’ultima delibera comunale che ha, di fatto, vietato l’imbarco dei mezzi pesanti da Piazza delle Vettovaglie. La società di Ferrovie dello Stato, rappresentando un chiaro disagio economico dal cambiamento dello scenario (ricavando l’80% dagli incassi dal traghettamento di camion, e solo il 20% dal passaggio di auto e pedoni), ha optato per le sue 2 navi e già dal prossimo 29 settembre di rimodulare il servizio salpando esclusivamente dal terminal di Tremestieri.
 
La scelta, peraltro, non avrà conseguenze solo sui viaggiatori: vietando l’ingresso in nave di passeggeri, le navi saranno sottoposte a meno vincoli di sicurezza e dunque potranno ridurre l’organico da 105 a 75 unità, con evidente risparmio aziendale, ma anche con pesanti ricadute nel comparto occupazionale, a cui poi andranno aggiunte quelle derivate dall’indotto (biglietteria, ormeggio, pulizia, bar etc) che d’un tratto verrebbe a mancare.

Inutile specificare come lo scenario paventato sia il peggiore che si potesse immaginare. E a poco serviranno i richiami istituzionali del deputato Ncd Garofalo (stavolta i soldi per la Metromare c’erano) così come le proteste del sindacato Orsa che ha già annunciato una mobilitazione.
 
Sembra infatti che tutti gli operatori del comparto (armatori, camionisti e anche rappresentanti istituzionali e sindacali) abbiano fatto una sorta di cartello per portare l’amministrazione comunale a gettare la spugna nel muro contro muro per limitare l’accesso dei tir al porto storico e al molo Norimberga. La conferma si avrebbe andando a guardare chi si è accodato al ricorso al Tar presentato dal Gruppo Franza contro l’ultima ordinanza firmata dal sindaco Accorinti: gli autotrasportatori dell’Aias e l’Autorità Portuale, con i sindacati confederati a sostegno.

È atteso a giorni, comunque, in questo senso, il primo verdetto del Tar di Catania, quello riguardante la precedente ordinanza del mese di luglio. Il primo cittadino, però, non sembra per nulla orientato a cedere: “Io le carte me le gioco tutte fino alla fine”, continua ad essere la sua posizione, “dovrà essere il Cga a dire che i tir possono fare quello che vogliono, ma almeno io saprò che ho fatto tutto quello che potevo fare per tutelare i diritti dei messinesi”.

Sebbene auspicabile nella città di Utopia, però, la via dell’autarchia suggerita da Accorinti risulta a tutt’oggi inapplicabile. Certo, se ci fossero la Via del Mare e la flotta comunale (idea promossa in campagna elettorale dal sindaco scalzo, poi finita nel dimenticatoio) nel braccio di ferro con gli armatori il Comune avrebbe ben altra forza. Ma adesso, per difendere i diritti degli abitanti di Via La Farina, Palazzo Zanca rischia di calpestare quelli dei pendolari e dei lavoratori del comparto. E come fare a stabilire la supremazia di un “diritto” nei confronti di un altro?

Articolo pubblicato il 19 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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