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Quotidiano di Sicilia

Agroalimentare: la mafia mangia 5 miliardi di euro
di Michele Giuliano

Slow food, mercato ittico, ristorazione, packaging: in Sicilia il giro d’affari miliardario della criminalità organizzata. Carabinieri: finanziamenti Stato e Ue irregolari al 70%. Sequestrati beni per 470 mln

Tags: Agroalimentare, Carabinieri, Mafia, Slow Food, Ristorazione, Mercato Ittico



La Sicilia terra di investimenti e affari per la mafia. Ultimo settore nel mirino di Cosa Nostra, l’agroalimentare, che solo nell’ultimo anno ha fruttato alla malavita organizzata cifre astronomiche:14 miliardi di euro a livello nazionale. In questo contesto soltanto la Sicilia, secondo una stima della Coldiretti, paga un dazio altissimo: ben 5 miliardi di euro sono frutto del business proprio dell’agromafia. Dallo slow food, con le truffe messe in atto ai danni dell’Unione europea, alla contraffazione alla commistione mafia-ristorazione. I beni sequestrati in questo specifico versante ammonterebbero a circa 470 milioni di euro, di cui 147 nel settore della ristorazione e 74 in quello delle farine, pasta e pane.
I dati sono chiari e dicono che i fondi messi a disposizione dallo Stato e dall’Europa che sono finiti nelle tasche della mafia, in meno di due anni, sono più che triplicati e aumentano in maniera esponenziale.

Articolo pubblicato il 24 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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