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Quotidiano di Sicilia

Rosario Crocetta: "Non mi dimetto", ma nessun piano SalvaSicilia
di Raffaella Pessina

Iniziata all’Ars la raccolta-firme per la mozione di censura del presidente. Cracolici: “Noi non vogliamo proseguire perchè così non va”

Tags: Pd, Rosario Crocetta, Ars, Fausto Raciti, Antonello Cracolici



PALERMO - “Non mi dimetterò mai”. Queste sono state le parole del presidente della Regione che è intervenuto in Aula a Palazzo dei Normanni. In un’ora e 40 minuti Crocetta ha toccato gli argomenti più svariati dicendo di voler lanciare all’Ars un dialogo sulle riforme e ha lamentato di aver ricevuto più critiche dalla maggioranza che dall’opposizione. Crocetta ieri è intervenuto su richiesta del Parlamento a seguito del ritiro da una parte del Pd del proprio sostegno. In particolare era stato il segretario regionale del Partito Democratico Fausto Raciti che ha dichiarato conclusa la fase del sostegno all’esecutivo.
 
Crocetta si è difeso dicendo che “Chi si tira fuori dal governo e lo fa dal primo giorno del mio insediamento, non mi può accusare di offrire una disponibilità al confronto all’opposizione. Ho l’obbligo di avere una maggioranza e sono costretto a discutere con chi dice di volerlo fare”.

Crocetta ha attaccato il sindaco di Palermo Orlando: “Ci sono sindaci in crisi di consenso che non riescono a dare risposte ai loro cittadini che urlano e chiedono il commissariamento della Regione sperando di distrarre e di avere una corsia preferenziale per la candidatura”. Il governatore ha sottolineato di essere stato eletto dal popolo ed è intollerabile pensare che vi sia qualcuno che lo vuole denunciare, lui, antimafioso per eccellenza, per voto di scambio per la nomina di un assessore. Ha invocato una discontinuità attraverso il taglio delle teste dei burocrati e non con un rimpasto per di più imposto dal Pd. Ed è tornato a chiedere larghe intese in Parlamento nel caso in cui la maggioranza attuale non mantenga i numeri per approvare le leggi. Il presidente della Regione ha criticato tutte le forze politiche dicendo che oggi non vi sono gruppi politici fermi e compatti. “In ogni partito, della destra o della sinistra, ci sono contrapposizioni che non giovano al confronto politico. Mi piacerebbe - ha proseguito Crocetta - che queste divisioni restassero fuori dall’Aula e che non pesassero tra i partiti e il governo”.

Dopo le dichiarazioni di Crocetta sono intervenuti i rappresentanti dei vari partiti. Primo fra tutti Antonello Cracolici (Pd). “Non credo di dover pagare la mia scelta di essere nella coalizione di Crocetta con il suicidio - ha detto Cracolici. “Non possiamo tergiversare. Le poltrone Crocetta se le tenga: cuperliani o non cuperliani. Noi non vogliamo proseguire perché cosi non va. Ci convinca il presidente del contrario e lo sosterremo”.

Il presidente Crocetta però non è rimasto in Aula ad ascoltare gli interventi e si è allontanato dall’Aula. Nello Musumeci (Lista Musumeci) ha chiesto le dimissioni del presidente e intanto è iniziata all’Ars la raccolta delle firme a sostegno della mozione di censura nei confronti di Crocetta. Autori del testo i deputati azzurri che contano sull’appoggio dell’opposizione compatta e del M5S. Quest’ultimo sostegno si rivelerebbe determinante per far vacillare la poltrona del governatore: tra opposizione e grillini si raggiungerebbe quota 38 parlamentari e basterebbe qualche franco tiratore per tornare alle urne. E non sarebbe poi tanto difficile, viste le divisioni del partito Democratico sul gradimento di questo Presidente.

Marco Falcone (FI) ha detto che si aspettava un piano per salvare la Sicilia. “Erano queste le cose su cui il presidente Crocetta doveva giocarsi la sua credibilità, con una battaglia faticosa ed entusiasmante, ma son passati due anni e non è successo nulla – ha detto Falcone -  siamo contro la inettitudine e l’inefficienza in cui questo governo brilla”.

Articolo pubblicato il 25 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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