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Ars rinviata a martedì. Incombe lo Sfiducia day
di Raffaella Pessina

Governo ancora in balìa del dibattito tra cuperliani, renziani e opposizioni. Il 26 ottobre parte il “referendum” per gli elettori del M5S

Tags: Ars, Rosario Crocetta, Baldo Gucciardi, Nino D'asero, Marco Falcone



PALERMO - Sono stati rinviati al 30 settembre i lavori dell’Assemblea regionale siciliana, dopo la seduta infuocata di mercoledì scorso che ha visto protagonista il Governatore della Sicilia Rosario Crocetta, convocato appositamente per relazionare il Parlamento in merito alla crisi politica. Una lunga relazione durata più di un’ora e mezza, ma ancora più lunghi sono stati gli interventi successivi di molti rappresentanti di tutti i partiti. Tutti o quasi concordi che questa esperienza si deve concludere. E intanto il Movimento cinque stelle ha deciso di lanciare lo “sfiducia day” il prossimo 26 ottobre. Una specie di referendum per gli elettori del M5S per capire se sono concordi a sfiduciare il governatore. In caso positivo si verrebbe a creare una “coalizione” con il centro destra e con i dissidenti cuperliani del Pd. Sarebbero loro infatti a voler chiudere definitivamente con questo presidente della Regione.

Restano, invece, sulle loro posizioni i renziani che vogliono continuare a mantenere in vita il governo del primo presidente eletto in Sicilia del centrosinistra. Di fatto il Partito Democratico si mostra con due anime che non riescono ad andare d’accordo e su posizioni esageratamente distanti e che ricordano i dissidi nati attorno all’articolo 18 a livello nazionale, sempre nello stesso partito. Ma, restando in Sicilia, il segretario regionale Fausto Raciti, cuperliano, qualche giorno fa aveva dichiarato chiusa la fase del sostegno all’esecutivo. Ora si è dichiarato  Antonello Cracolici, che ha ribadito che “Se l’azione di governo di Crocetta non funziona è meglio chiuderla qui”. Giuseppe Lupo ha chiesto che Raciti “convochi la direzione, con la presenza del partito nazionale, per fare chiarezza e per trovare una linea politica unitaria”.

Più possibilista il capogruppo del Pd all’Ars Baldo Gucciardi: “Stiamo vivendo una fase difficilissima in Sicilia che richiede uno sforzo straordinario di responsabilità da parte del governo e di tutto il Parlamento – ha detto Gucciardi - Questo non vuol dire larghe intese, alle quali diciamo no, ma vuol dire la necessità di un dialogo costante tra le forze politiche e parlamentari sulle riforme e sui provvedimenti necessari a superare le tante difficoltà della Regione e dei siciliani”. “Non servono rimpasti – ha concluso  Gucciardi – oggi occorre una visione politica, occorre uno sforzo comune per dare un futuro certo alla Sicilia”.

Una opinione simile l’ha avuta anche il capogruppo dell’Ncd Nino D’Asero: “Dobbiamo trovare le risposte e segnare un percorso che faccia ripartire la fiducia. O si realizza una svolta e Crocetta porta in Aula le riforme, cosa che non ha ancora fatto, o si fa la legge elettorale e si va al voto”. Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars, è tornato ieri a chiedere le dimissioni dell’assessore regionale alla Formazione Nelli Scilabra.
 
“Il piano giovani e il click day, fallimenti conclamati voluti dal pericoloso tandem Crocetta-Scilabra, oltre ad avere portato danno alla Sicilia e ai siciliani rischiano di avere anche profili di illiceità - ha detto Falcone -  la Guardia di Finanza ha fatto irruzione nella sede dell’assessorato alla Formazione a Palermo, acquisendo documenti che sono ora sul tavolo della Procura presso la Corte dei Conti. Il blitz delle Fiamme Gialle, che segue la convocazione dell’assessore in Tribunale avvenuta nel mese d’agosto, non può che gettare ulteriori ombre sulla correttezza dell’attività svolta. A Nelli Scilabra chiediamo di avere uno slancio d’orgoglio e di dimettersi prima del 7 di ottobre, giorno in cui approderà il aula la mozione di censura nei suoi confronti che la porterà a dover fare i bagagli e a lasciare l’incarico”.

Articolo pubblicato il 26 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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