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Quotidiano di Sicilia

Formazione a rischio paralisi. "Senza decreti tutti in Cig"
di Michele Giuliano

La decisione delle associazioni datoriali degli enti: Forma Sicilia, Cenfop Sicilia, Asef, Assofor e Anfop. Ma la Regione assicura: “In arrivo 130 milioni per il pagamento degli stipendi”

Tags: Formazione, Lavoro, Regione Siciliana, Nelli Scilabra, Rosario Crocetta



PALERMO - “Grande preoccupazione tra i lavoratori”, condivisa completamente dal governo, sta suscitando l’azione di diversi enti che hanno inviato preavvisi di licenziamento in attesa della nuova annualità e dei corsi Oif. Il governo si legge in una nota ritiene “completamente immotivati tali licenziamenti e ha convocato per domani pomeriggio sindacati e rappresentanti degli enti per assicurare che la direttiva sulla nuova annualità sarà pronta entro una settimana e che si intende dare immediato start up ai corsi Oif”.

La decisione in effetti era nell’aria già da qualche settimana: l’intenzione è di mandare in mobilità quasi tutto il personale della formazione professionale siciliana. All’incirca 7 mila dipendenti degli enti che sono associati alle associazioni datoriali di settore, Forma Sicilia, Cenfop Sicilia, Asef, Assofor e Anfop, che rappresentano quasi tutta la categoria. Un gesto forte e che allo stesso tempo appare provocatorio nei confronti del governo regionale.

L’idea sarebbe infatti di sospendere tutto anche per far capire al governo regionale quanto è in difficoltà il settore. Con numerosi stipendi arretrati, si parla in alcuni casi anche di un anno e più, l’idea degli enti è quella di far accelerare i tempi alla Regione affinchè emani i decreti di finanziamento per iniziare il nuovo anno formativo. Insomma, autorizzi l’attivazione dei corsi e soprattutto garantisca lo stanziamento dovuto. A fermarsi non sono soltanto i corsi formativi ma anche gli operatori degli ex sportelli multifunzionale.

Ora si aspetta che gli enti stessi inoltrino istanza per la richiesta di accesso alla Cassa integrazione guadagni in deroga (Cigd) a rotazione. “La situazione ha avuto una accelerazione – sostengono i rappresentanti di Forma, Cenfop, Asef, Assofor e Asef – a seguito dei disordini sociali delle scorse ore che hanno spinto lavoratori a tentare il suicidio per l’insostenibile stato di indigenza dovuto al blocco dei pagamenti ed all’incertezza sul futuro lavorativo e retributivo. Non potevamo fare altro che sospendere tutto il personale delle filiere Interventi formativi e Servizi formativi per chiedere l’accesso alla Cigd a rotazione fino a quando non saranno posti in essere atti giuridici vincolanti che permettano di remunerare il personale dipendente”.

Ma la risposta della Regione non si è fatta attendere e sembra che siano finalmente in arrivo i fondi per i dipendenti della formazione professionale. “Il governo ha annunciato che a partire da domani (oggi per chi legge, ndr) verranno emessi, a titolo di anticipazione, circa 130 milioni finalizzati al pagamento degli stipendi. Naturalmente occorrerà assicurarsi che poi tali fondi vengano destinati effettivamente ai lavoratori”.
 
E' quanto emerso in un incontro tra i lavoratori e il presidente della Regione, Rosario Crocetta, l'assessore alla Formazione, Nelli Scilabra, l'assessore al Lavoro, Giuseppe Bruno, il direttore della Formazione professionale, Gianni Silvia, il presidente della V Commissione, Marcello Greco e alcuni deputati regionali. Il governo intende proporre agli enti l'utilizzo di un apposito conto corrente che possa consentire la verifica amministrativa della corretta destinazione dei fondi.

Il blocco dei pagamenti ha portato molti enti formativi, cattolici e non, a dovere sospendere, in alcune province, l’attività formativa impossibilitati a poter garantire il servizio con conseguente riversamento per le strade di centinaia di minori a rischio dispersione scolastica. La situazione resta incandescente in attesa che arrivi questa benedetta riforma che già a tanto sta facendo storcere il naso. I punti interrogativi, però, rimangono ancora tanti.
 


La protesta silenziosa di un docente
 
La proteste degli operatori del settore oramai sono all’ordine del giorno e la tensione sale ogni giorno di più. Ce n’è una in particolare che sta colpendo tutti: dal 21 settembre scorso il professore Piero Quinci si reca puntualmente ogni mattina davanti al tribunale di Catania, in piazza Verga, dove staziona per ore in una protesta silenziosa e solitaria. Perché? Vuole risposte dalle autorità competenti. “Sto qui in attesa che la Procura mi dia per iscritto il risultato delle mie denunce. Ne ho già fatte tre – spiega Quinci – tutte rivolte alla Regione Sicilia, e inviate ai deputati dell’Ars, ai carabinieri, all’assessorato alla Formazione”. La prima denuncia è stata presentata ad ottobre 2013 per procurata dispersione scolastica. La seconda lo scorso agosto per interruzione di pubblico servizio. E pochi giorni fa una terza per omissione di atti d’ufficio: “Quest’ultima perché non sappiamo ancora come mai la formazione professionale per i minori non sia partita in Sicilia” afferma il docente. Quinci insegna per l’ente di formazione salesiano Cnos, ma le denunce sono state presentate a nome dell’associazione Città solidale, di cui lo stesso docente è rappresentante.

Articolo pubblicato il 02 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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