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Quotidiano di Sicilia

Occupazione, la ripresa è un bluff. I sindacati frenano l’Inps
di Michele Giuliano

Il quadro generale è negativo con aumenti vertiginosi di disoccupati e cassa integrazione. La lettura dei dati dell’Istituto nazionale di previdenza sin troppo ottimistica

Tags: Lavoro, Disoccupati, Cassa Integrazione, Inps



PALERMO - Le cifre snocciolate giorno dopo giorno sul versante occupazionale siciliano davvero destano sempre più preoccupazione. Eppure, oggi si rischia addirittura di finire fuori strada per l’ultimo bilancio dell’Inps che addirittura ha censito come in Sicilia il ricorso alla Cassa integrazione sia diminuito. Dato che in apparenza potrebbe anche essere considerato positivo, ma in realtà potrebbe celarsi dietro un vero e proprio bluff.

Nel senso che l’istituto nazionale di previdenza sociale ha potuto appurare come nell’Isola si è fatto meno ricorso alla Cig nel corso dell’agosto 2009 rispetto all’agosto 2008 specificatamente nel settore edile.
Ma attenzione perché, come spoegano tutti gli economisti più esperti, il mese di agosto è da sempre quello in cui si registra il minimo ricorso alla cassa integrazione, e il decremento registrato in agosto 2009, rispetto a luglio, è in linea con quello registrato sempre tra agosto e luglio, negli anni scorsi (tra il 40 e il 50 per cento) prima ancora addirittura che esplodesse la crisi economica internazionale.

Appare dunque evidente che le recenti dichiarazioni su una “presunta” ripresa dell’economia siciliana, e quindi del mondo del lavoro, appaiono molto più che ottimistiche se non si fa riferimento alle statistiche storiche. “Mestiere” che i sindacati oramai conoscono a memoria ed infatti, non a caso, la Cisl siciliana ha frenato i facili entusiasmi riportando tutti con i piedi per terra.
Anche perché prendendo in esame le statistiche più complessive, e quindi quelle non relative all’ultimo mese utile rilevato, viene fuori il vero spaccato siciliano: l’Isola ha il tasso di disoccupazione più alto d’Italia (14,3 per cento), il doppio della media nazionale; l’indice di povertà relativa sfiora il 30 per cento, 7,5 punti in più del 2002.

Inoltre, sempre in Sicilia, le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate sono state, quest’anno, 6 milioni 896 mila 740, il 159,5 per cento in più rispetto al 2008. Le ore invece di cassa integrazione sono state 2 milioni e 599 mila 590, il 23 per cento in più sempre rispetto allo scorso anno. Ecco quindi che emerge il vero “lato” della Sicilia.

“La Regione deve convocarci e mettere insieme tutte le parti sociali e istituzionali – dice Maurizio Bernava, segretario regionale della Cisl – per parlare di patto sociale e misure di sostegno al reddito di indigenti, famiglie e dipendenti di aziende in crisi; e di un nuovo sistema di incentivi alle imprese mirati e non più a pioggia, per promuovere sviluppo e occupazione duratura; innovazione tecnologica; risparmio energetico; crescita dimensionale e legalità”.

Altra visione è quella invece del presidente dell’Inps, Antonio Mastropasqua: “Per leggere i segnali dell’economia reale – dice - è meglio il confronto mese su mese. Paragonare i dati del 2009 con quelli del 2008 ha un valore statistico e documentario, che non consente di valutare i mutamenti in atto, che paiono in piena sintonia con le stime di questi giorni di Ocse e Bce, che confermano quella lenta ripresa vista ormai da qualche settimana da tutti gli osservatori”.
 


L’approfondimento. Sindacati chiedono l’istituzione di un tavolo di crisi
 
PALERMO - La Cisl continua ancora a battere sulla necessità di una convocazione di un vero e proprio tavolo di crisi. è soprattutto l’industria a far preoccupare più di tutto: “Serve – dice ancora la Cisl siciliana - una politica industriale incentrata su investimenti intelligenti, in forza della rimodulazione del Por Sicilia 2007-2013”. Che la priorità sia proprio questa ne è convinta anche l’Ugl Sicilia che da tempo ha messo sul tappeto quelle che sono, a suo modo di vedere, le priorità.
“Occorre – dice l’Ugl - dare attuazione allo Statuto Speciale della Regione Siciliana nella direzione di un federalismo fiscale che indirizzi nuove risorse finanziarie verso il bilancio regionale. è necessaria una spesa più efficace, serve cambiare passo nell’impiego delle risorse ancora disponibili. Il nostro tesoretto è rappresentato dai fondi strutturali europei ancora non spesi: sono finanziamenti molto consistenti, in grado di dare una scossa alla stagnazione se saputi spendere seriamente e tempestivamente; ed ancora occorrono poche grandi scelte strategiche su cui investire. è inutile disperdere questo tesoretto in mille rivoli per accontentare i provincialismi e dare fiato al peggior clientelismo elettorale”.

Articolo pubblicato il 13 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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