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Palermo - Illegalità e carenze igieniche. Più controlli ai mercati generali
di Gaspare Ingargiola

Parte delle somme sono coperte da un fondo di 300 mila € per la sicurezza degli immobili comunali. Stanziati 578 mila € per l’ittico e l’ortofrutticolo, ma in realtà non c’è copertura

Tags: Palermo, Mercati Generali



PALERMO – I mercati generali di Palermo non smettono mai di far parlare di sé: sequestri per mafia, furti d’acqua e luce, carenze igienico-sanitarie, mancata manutenzione, lotte intestine fra amministrazione e concessionari. Stavolta finiscono al centro della cronaca per due grossi stanziamenti della giunta Orlando, da 415 mila euro per l’ittico e da 163 mila euro per l’ortofrutticolo, per lavori di somma urgenza su stand e strutture che potrebbero mettere a rischio l’incolumità delle persone.
 
C’è un però: mentre i 163 mila euro per l’ortofrutticolo sono interamente coperti da un fondo da 300 mila euro per la sicurezza degli immobili comunali inserito nell’ultimo bilancio, la somma per l’ittico risulta scoperta per 171 mila euro e dovrà essere il Consiglio comunale ad approvare un così grosso debito fuori bilancio prima di poter dare il via ai lavori. Che peraltro risultano già assegnati perché, seguendo una direttiva dell’assessore all’Ambiente, Cesare Lapiana, a fine agosto l’amministrazione ha preferito seguire la procedura di somma urgenza (“imperiosa”, si legge nella delibera) e affidarli alla ditta “Servizi manutenzioni e costruzioni Srl” di Rosa Di Cara, con sede in via Alloro, applicando un ribasso d’asta del 15%.

Niente cottimo fiduciario né gara d’appalto, come chiedono adesso alcuni consiglieri comunali, ma un affidamento diretto perché la situazione alla struttura della Cala è grave: la perizia dei tecnici comunali ha rilevato la necessità di intervenire al più presto su “pensiline, intradosso ed estradosso della copertura della sala vendite e relativi pilastri, sul sistema di allontanamento delle acque meteoriche, sulla copertura e sugli intonaci interni ed esterni della guardiania del mercato”. “Forse era meglio puntellare le situazioni più pericolose e poi fare una gara d’appalto – dice il presidente della commissione Attività produttive, Paolo Caracausi – anche perché la situazione era nota da anni. Il sindaco vigili su queste decisioni”.

“La protezione civile aveva già transennato alcune aree – ribatte la capo area di Attività produttive, Maria Mandalà – e c’era il rischio che la magistratura ordinasse un sequestro perché si erano verificati alcuni distacchi di intonaco. Non potevamo rimandare”. La delibera spiega che la situazione di pericolo si trascina dal giugno 2011, quando la dottoressa Sarah Bassi dell’agenzia Bnl posta all’interno del mercato lamenta “le gravi condizioni igienico-sanitarie e le infiltrazioni d’acqua all’interno dell’edificio in cui ha sede l’agenzia”. Dopodichè per due volte, a dicembre 2011 e a maggio 2012, il dipartimento Prevenzione veterinaria dell’Asp sospende le attività del mercato ancora per “le gravi carenze igienico-sanitarie”, prima della sala vendite poi dell’area di carico e scarico merci, arrivando anche a multare l’amministrazione. Finalmente, il 18 febbraio 2013 viene redatto un progetto preliminare di “ristrutturazione e adeguamento alle prescrizioni igienico-sanitarie”.

Già allora la Mandalà metteva per iscritto “il degrado e il quadro fessurativo dell’intradosso delle pensiline, della copertura della sala vendite e della guardiania” con i primi distacchi di intonaco.
 
La svolta definitiva arriva l’8 agosto di quest’anno con la redazione del progetto definitivo e si arriva così ai lavori affidati alla fine di quello stesso mese. Per quanto riguarda l’ortofrutticolo, anche in questo caso i lavori di somma urgenza sono stati già affidati: si tratta della ditta palermitana Cosan Srl, aggiudicataria insieme ad altre imprese di un accordo quadro manutentivo di immobili comunali. I lavori da eseguire riguardano gli intradossi e l’impermeabilizzazione delle pensiline, danneggiate da infiltrazioni d’acqua piovana. E non finisce qui: nel sottoporre la delibera alla giunta per l’approvazione, il dirigente Nicola Di Bartolomeo non ha mancato di sottolineare che “si tratta di interventi minimali, che non potevano attendere e attuabili in tempi brevi, ma bisogna effettuarne altri più massicci e complessi, di medio-lungo termine, possibilmente da inserire nel Piano triennale delle opere pubbliche”.

Articolo pubblicato il 02 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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