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Ars, pronto Ddl recepimento di riforma Province Delrio
di Raffaella Pessina

Lavori d’Aula sospesi per la mini tornata elettorale che coinvolge 2 Comuni. Il presidente dell’Ars lo illustrerà alla stampa martedì

Tags: Ars, Delrio, Paolo Ezechia Reale, Giovanni Ardizzone



PALERMO - L’Ars tornerà a riunirsi solamente mercoledì prossimo, 8 ottobre. L’ultima seduta di Sala d’Ercole è stata dedicata ad interrogazioni ed interpellanze della rubrica “Agricoltura”, alle quali ha risposto l’assessore regionale Paolo Ezechia Reale.
 
Sono stati approvati alcuni emendamenti al ddl-voto sull’impignorabilità della prima casa, ed è stato ultimato il voto all’articolato.
I lavori resteranno sospesi per permettere lo svolgimento della mini tornata elettorale che il 5 coinvolgerà 9 seggi di due comuni (Rosolini e Pachino) del Siracusano. Tra i punti all’ordine del giorno di mercoledì, il voto finale al ddl-voto e l’elezione del vicepresidente dell’Ars. Intanto è quasi pronta la bozza del recepimento della riforma Delrio sul funzionamento degli ex enti provinciali siciliani. E’ quanto dichiara  il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone che la  illustrerà  alla conferenza dei capigruppo convocata per il prossimo martedì 7 ottobre alle 12.

Ecco quali sono le linee della riforma per attuare in Sicilia la legge nazionale sull’organizzazione delle province, i liberi consorzi dei comuni e le aree metropolitane, istituite con la legge regionale 8 del 2014 (Messina, Catania e Palermo). Il loro territorio coinciderà con quello dell’attuale provincia. Inoltre verranno previsti sei liberi consorzi che coincidono con il territorio delle province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani. In pratica il libero consorzio rappresenta in questo caso la struttura di collegamento tra i comuni e la nuova organizzazione del governo locale.

Il presidente della Regione Rosario Crocetta non ha ancora commentato   ufficialmente il recepimento della legge Delrio in Sicilia se lo condivida o meno, ma secondo indiscrezioni non ha condiviso la decisione del presidente dell’Ars Ardizzone di portare in Aula la riforma nazionale sulle province, sostituendo così la legge in vigore approvata dal parlamento siciliano. Il governatore avrebbe manifestato ad alcuni parlamentari a lui vicini di essere contrario al recepimento della riforma Delrio che metterebbe nell’ombra quella da lui voluta centrata sui liberi consorzi dei Comuni.
 
E siccome il  gruppo parlamentare del Pd si riunirà nei prossimi giorni per discutere e decidere sulla vicenda, vi sarà senz’altro l’occasione e il tempo per alimentare ulteriori polemiche, poiché la posizione del Partito Democratico è quella di un voto favorevole al recepimento, seppure con qualche modifica.

I partiti intanto sono pronti al dibattito su questo tema: Lista Musumeci e FI sono propensi a chiedere l’elezione diretta dei presidenti. Si propone infatti che lo statuto della città metropolitana potrà prevedere l’elezione diretta del sindaco e del consiglio metropolitano con il sistema elettorale determinato con una successiva legge regionale. Sulle funzioni degli enti si rimanda alla riforma del titolo V della Costituzione. Le funzioni svolte attualmente dalle province continueranno ad essere esercitate dalle rispettive città metropolitane e dai consorzi e restano quelle individuate dall’art. 117 della Costituzione.

Il nuovo ordinamento degli enti entrerebbe in vigore dal primo gennaio 2015.

Articolo pubblicato il 03 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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