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Palermo - L’Amia colleziona anche sanzioni, in sette mesi già 600 mila euro
di Claudio Di Gesù

Una cifra che si aggiunge ai già disastrati conti dell’azienda, per cui è stato chiesto il fallimento. A comminarle è la Palermo ambiente, che controlla l’efficienza del servizio

Tags: Palermo, Amia, Palermo Ambiente, Rifiuti



PALERMO - Una società, Palermo Ambiente, le cui vicende sono lontane dall’essere considerate concluse, visto anche il non decisionismo della Regione siciliana sull’argomento rifiuti e relative Ato. La società (Ato Pa 3), nonostante le numerose avversità operative a cui è stata sottoposta, oggi è il controllore delle attività svolte dall’Amia per il Comune di Palermo e, sotto tale veste sta producendo tutta una serie di azioni che, in qualche modo, stanno tenendo l’Amia, almeno dal punto di vista operativo, un po’ più sott’occhio.

Prima, però, è bene fare un breve excursus a ritroso sulla recente storia della Palermo Ambiente. La società, il 29 ottobre del 2008, venne messa in liquidazione in osservanza del Dprs 127/2008 che prevedeva la messa in liquidazione di tutte le Ato ma, stranamente, la liquidazione venne messa in esecuzione solamente per la Palermo ambiente e, fatto ancora più incomprensibile, realizzata nello stesso giorno in cui il decreto 127 veniva abrogato (delibera di Giunta regionale n.260).

Tutto ciò ha portato successivamente - e inevitabilmente - a un ulteriore esborso economico da parte dell’amministrazione comunale (delibere del Consiglio comunale n.176 e 177 del 12/05/2009), per la ricostituzione del capitale sociale (euro 119 mila 98,80) e per risanare la perdita d’esercizio al 31/03/09 (euro 693mila 365,65).
A tutto ciò fa seguito, dopo una serie di combattute battaglie fra i 75 lavoratori e il Comune di Palermo (occupazione dell’aula consiliare ecc…), la stipula di un contratto di servizio che, inizialmente valido per due mesi e mezzo (dal 15 giugno fino al 31 agosto 2009) è stato prorogato al 31/12/2009.

Il contratto prevede tutta una serie di adempimenti per il controllo e monitoraggio delle attività rese da Amia al Comune di Palermo (spazzamento, raccolta rifiuti (Rd-Rsu), cestini gettacarta, igiene del suolo, caditoie, ecc..).
Ebbene, a oggi, e solo per il periodo che va da gennaio a luglio 2009, come ci informa il dirigente amministrativo della società, Marco Valentino, sono state applicate all’Amia circa 600 mila euro di penali, inviate agli uffici comunali competenti.

“Tutto ciò – spiega Valentino - deriva dai controlli effettuati e documentati giornalmente dalla Palermo ambiente, parametrati al vigente contratto di servizio, con il soggetto gestore Amia Spa, che definendo agli artt. 15 e 16 gli standard di qualità in maniera grossolana e approssimativa,  non consente un controllo stringente”. 
“Devo aggiungere - ha concluso - che a questa nostra attività di controllo è interessato da qualche mese pure il Comando dei Carabinieri, tutela ambiente che con nostra nota n. 2403 del 30 luglio 2009 ha avuto trasmesso la documentazione inerente i controlli effettuati e le relative penali”.

Articolo pubblicato il 13 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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