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Le novità sugli incentivi per veicoli a bassa emissione
di Bartolomeo Buscema

Contenute nel decreto “Sblocca Italia”, l’obiettivo è promuovere la mobilità sostenibile. Il 50% delle risorse disponibili è destinato a quelli aziendali e ad uso pubblico

Tags: Incentivo, Sblocca Italia, Mobilità Sostenibile, Inquinamento



ROMA - Tra le tante novità contenute nel decreto “Sblocca Italia”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 12 settembre, c’è la revisione della normativa sugli incentivi ai veicoli a bassa emissione (vedi art.39).

Gli incentivi, secondo le intenzioni del legislatore, hanno l’obiettivo di promuovere la mobilità sostenibile e non sono da intendersi come provvedimenti di sostegno al mercato dei veicoli.

In particolare, nel citato decreto si legge che tali incentivi si riferiscono ai veicoli acquistati e immatricolati fino al 31 dicembre 2015 e che riguardano quasi tutte le tipologie di veicoli: automobili, veicoli commerciali leggeri, ciclomotori e motocicli a due e tre ruote, quadricicli.

Ciò sta a significare che la misura non privilegia particolari tecnologie, ma considera gli effettivi limiti di emissione, nel rispetto delle raccomandazioni sulla “neutralità tecnologica” espresse dalla Commissione Europea (CARS 21, CARS 2020) e dall’OCSE.

Prima dell’emanazione del decreto Sblocca Italia, gli incentivi erano erogati in concomitanza con la rottamazione del veicolo. Oggi, le aziende che acquistano mezzi con emissioni inferiori a 95gr di CO2/km non devono più rottamare il proprio veicolo. Inoltre, per le aziende che acquistano veicoli con emissioni inferiori a 120 gr di CO2/km destinati ad uso strumentale, di terzi, o dati in uso promiscuo ai dipendenti, non è più necessario che il veicolo rottamato sia stato immatricolato almeno 10 anni prima, né che sia intestato al beneficiario da almeno 12 mesi.

Per quanto concerne le risorse finanziarie disponibili, il 50% dell’importo complessivo è destinato ai veicoli aziendali e a quelli ad uso pubblico (taxi, car-sharing, noleggio, servizi di linea ecc.).

La parte restante dei fondi è destinata ai veicoli con emissioni non superiori a 95 gr CO2 /km (essenzialmente elettrici e ibridi) per i quali non è obbligatoria la rottamazione e ai quali possono accedere tutte le categorie di acquirenti, compresi i privati cittadini.

Infine, per i veicoli acquistati nel 2014, l’incentivo, corrisposto direttamente dal venditore all’acquirente mediante riduzione del prezzo di acquisto, copre fino al 20% del costo complessivo del veicolo così come risultante dal contratto di acquisto (e prima delle imposte), con un tetto massimo di:
a) 5.000 € per i veicoli con emissioni non superiori a 50 gr CO2/km
b) 4.000 € per i veicoli con emissioni non superiori a 95 gr CO2/km
c) 2.000 € per i veicoli con emissioni non superiori a 120 gr CO2/km.
 
Invece, per i veicoli acquistati nel 2015, il contributo scende fino al 15% del costo del costo complessivo del veicolo così come risultante dal contratto di acquisto (e prima delle imposte), con un tetto massimo di:
a) 3.500 € per i veicoli con emissioni non superiori a 50 gr CO2/km
b) 3.000 € per i veicoli con emissioni non superiori a 95 gr CO2/km
c) 1.800 € per i veicoli con emissioni non superiori a 120 gr CO2/km.

Articolo pubblicato il 07 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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