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Terzo settore, cosa bolle nella pentola Renzi-Poletti
di Liliana Rosano

Terminata la consultazione pubblica che ha coinvolto 1.016 soggetti. Previsto il potenziamento del 5X1000. L’obiettivo principale è coinvolgere 100.000 giovani nel Servizio civile

Tags: Giuliano Poletti, Matteo Renzi, Terzo Settore



ROMA - “Si deve superare il concetto che il terzo settore opera quando lo Stato non ce la fa e quando per il privato non è redditizio”. Queste le parole del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, a proposito della riforma del Terzo settore che il governo sta portando avanti con un disegno di legge varato al termine di un percorso condiviso con i soggetti del Terzo Settore. Questi ultimi, sono stati chiamati nei mesi scorsi a rispondere a una Consultazione pubblica alla quale hanno partecipato più di mille soggetti fra associazioni, cooperative, fondazioni e soggetti del mondo del volontariato, con l’obiettivo di introdurre delle line guida,  nuove e importanti misure in grado di stimolare la partecipazione attiva delle persone e delle comunità. Dei 1.016 soggetti che hanno risposto alla consultazione, il 14,8% è intervenuto su tematiche non attinenti la riforma del Terzo Settore.

Tra i soggetti che hanno trasmesso suggerimenti sulla riforma, si segnala la netta prevalenza delle organizzazioni di Terzo Settore, delle cooperative e dei loro consorzi (42,3%), mentre una minoranza di rispondenti appartiene al mondo imprenditoriale profit, ad organizzazioni sindacali e agli ordini professionali (9,4%). La partecipazione delle amministrazioni pubbliche, altri enti pubblici ed università è stata del 2,6%.

La riforma, che mira a semplificare, riordinare e innovare la legislazione che regola la materia, contiene alcune significative novità come la semplificazione delle modalità con cui una associazione può ottenere il riconoscimento della personalità giuridica, la creazione di un Registro unico delle associazioni di Terzo settore, la modifica della legislazione fiscale.

Novità anche nel campo del servizio civile universale: grazie a questo disegno di legge delega, fra la fine del 2014 e i primi mesi del 2015, circa 35 mila giovani potranno accedere a un’esperienza di servizio civile, utilizzando misure specifiche contenute nel piano Garanzia giovani. Positivo è il parere sulla possibilità di coinvolgere i cittadini stranieri al servizio civile. “Il servizio civile - ha detto il sottosegretario Luigi Bobba - non è solo un servizio alla comunità ma anche un’esperienza utile alla propria vita e, perché no, una possibilità di primo inserimento professionale”.

Obiettivo del Governo è la costruzione di un sistema che favorisca la partecipazione attiva e il coinvolgimento di tutta la cittadinanza. Nelle linee guida del Terzo Settore che servono da vademecum alla riforma e da cerniera di dialogo tra il mondo del No-Profit e quello politico, il tavolo di negoziazione si muove secondo queste richieste gran parte condivise.

Innanzitutto, si parte dalla necessità di una maggiore chiarezza legislativa in grado di distinguere ciò che è pubblico e ciò che è privato (riformare il titolo II del codice civile). Poi si vuole valorizzare il principio di sussidiarietà verticale e orizzontale, ovvero adottare nuovi modelli di assistenza in cui  l’azione pubblica possa essere affiancata in modo più incisivo dai soggetti operanti nel privato solidale.

Pubblica amministrazione e Terzo Settore devono essere le due gambe su cui fondare una nuova welfare society. Far decollare davvero l’impresa sociale, per arricchire il panorama delle istituzioni economiche e sociali del  nostro Paese dimostrando che capitalismo e solidarietà possono abbracciarsi  in modo nuovo attraverso l’affermazione di uno spazio imprenditoriale non residuale per le organizzazioni private che, senza scopo di lucro, producono e scambiano invia continuativa  beni e servizi per realizzare obiettivi  di interesse generale.

È stato anche discusso della possibile revisione della legge 383/2000 sulle associazioni di promozione sociale e della possibilità di istituire un’Authority del Terzo Settore al  fine di far decollare anche l’impresa sociale.

Su questo aspetto, in particolare, il ministro Giuliano Poletti ha sottolineato che “la partecipazione responsabile dei cittadini e la loro capacità di auto-organizzarsi sono fondamentali per dare risposte ai problemi del Paese, affiancandosi sia al ruolo svolto dallo Stato sia a quello svolto dal mercato”.
“È quindi necessario - ha aggiunto il ministro - dare un riconoscimento sostanziale a questa funzione definendone le condizioni attraverso la legge e riconoscendo questa partecipazione come un dato strutturale della nostra società”.

Il Governo, ancora, ha stanziato 50 milioni di euro per il fondo rotativo destinato alle imprese sociali. Il vero obiettivo, così come dichiarato dal premier Matteo Renzi qualche mese fa, è quello di arrivare nei prossimi anni a 100 mila giovani impiegati nel Servizio civile nazionale.

Novità anche nel 5 per mille, di cui gli esponenti del Terzo Settore chiedono il potenziamento. Viene da più parti sollevato il rischio della disparità tra grandi e piccole realtà del Terzo Settore. Le prime, disponendo di maggiori risorse economiche e capacità organizzative ottengono maggiori sottoscrizioni da parte dei contribuenti.
Altre piccole organizzazioni risultano agevolate,  pur avendo poche sottoscrizioni, in quanto intercettano contribuenti particolarmente facoltosi.

Nel potenziamento del 5 per mille si chiede l’abrogazione del tetto di spesa, tempi certi nell’erogazione dei fondi. I punti controversi nella consultazione, che vedono una prevalenza di assensi ma con molti distinguo riguardano i voucher per i servizi, la creazione di un soggetto terzo authority o agenzia, la gestione dei registri (nazionali o regionali) , il carattere dimensionale delle organizzazioni in relazione alla dimensione identitaria e alla fiscalità.

Articolo pubblicato il 07 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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