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Quotidiano di Sicilia

Il disavanzo coperto. Ma solo sulla carta
di Antonio Condorelli

Un indebitamento di 100 mln € attraverso quattro contratti di apertura di credito: gli atti sarebbero nulli. Le maggiori entrate “accertate” attraverso i residui attivi e i fondi per infrastrutture “dirottati”

Tags: Catania, Bilancio, Umberto Scapagnini, Antonino D’Asero, Francesco Caruso, Gaetano Tafuri, Vincenzo Castorina, Francesco Bruno



CATANIA - Il modus operandi di alcuni degli indagati scandirebbe il passare degli anni amministrativi collegando più reati tra loro. Se da un lato secondo l’art 162 del Tuel per il principio di competenza l’unità temporale della gestione contabile è il singolo anno finanziario, secondo gli ex amministratori del Comune di Catania le cose funzionavano diversamente: per chiudere i disavanzi del 2003, tre anni dopo, nel 2006 vengono “accertate” maggiori entrate attraverso residui attivi ed in base ad un provvedimento di competenza dell’esercizio 2005, operato a valere sul 2004 si chiude appunto il 2003.

Ma non basta, perché ben  10 mln € aventi specifica destinazione (opere pubbliche rimaste incomplete, ecc.) vengono utilizzati per le spese correnti mentre il colmo si raggiungerebbe con quattro contratti di apertura di credito che hanno prodotto un indebitamento di ben 100 mln € utilizzati poi violando addirittura la Costituzione all’art 119, cioè senza fare spese d’investimento ma per ottenere una disponibilità di cassa. Motivo per cui i contratti in questione, secondo la Procura, sarebbero addirittura nulli.
La gestione amministrativa in questo modo porta la Procura a configurare un ulteriore reato: falsità ideologica aggravata e continuata in concorso.

Infatti amministrando la città, ovvero, secondo i magistrati “al fine di eseguire il delitto di abuso, in concorso tra loro, in numero superiore a cinque, con più atti esecutivi del medesimo disegno criminoso…” per formare il rendiconto del 2004 “attestavano falsamente fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità”.

In pratica coprivano “solo contabilmente, senza finanziarlo sostanzialmente, il disavanzo di € 40.611.228,01 relativo all’anno 2003, indicando nel conto consuntivo 2004 maggiori accertamenti di residui attivi” in pratica soldi che non c’erano. Stessa cosa avveniva con il rendiconto del 2005.

Articolo pubblicato il 13 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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