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Agrigento - Riserva Macalube: gestione da rivedere
di Calogero Conigliaro

Il sindaco di Aragona, Parello: “Gli ambientalisti non possono pensare soltanto alla tutela paesaggistica”. Dopo la tragedia in cui hanno perso la vita i piccoli Laura e Carmelo Mulone

Tags: Agrigento, Aragona, Riserva Macaluve, Legambiente



ARAGONA (AG) – La natura dell’agrigentino si è mostrata, in questi giorni, in tutta la sua pericolosità. La tragedia della Riserva Macalube, gestita da Legambiente - dove il ribaltamento dell’area in cui sorgono i vulcanelli ha causato la morte di Laura e Carmelo Mulone, di 7 e 9 anni – ha fatto nascere numerosi dubbi fra l’opinione pubblica, ma anche e soprattutto nella Magistratura, che ha aperto un’inchiesta per capire se tutto ciò poteva essere evitato.

In questi giorni, per esempio, in molti hanno sottolineato come i ribaltamenti causati dal gas sotterraneo siano fenomeni imprevedibili, nonostante il fatto che essi siano generalmente anticipati da odori di gas o dall’aumento di attività geologiche quale l’ebollizione degli stagni vicini.

La Regione siciliana, nel frattempo ha chiuso momentaneamente la riserva, in attesa che siano chiariti i fatti, mentre dall’amministrazione comunale si auspica che presto si possa riaprire il sito, ovviamente dopo averne garantito la sicurezza.
“Mi sembra inutile – ha affermato il sindaco Salvatore Parello - sottolineare lo stato di angoscia e sgomento che ha colpito la mia comunità per quello che è accaduto. Il Comune è stato in prima fila nei soccorsi. Detto ciò, questo sito, che ogni aragonese aveva considerato sempre amico, viene adesso visto con timore”.

“Dopo 18 anni di gestione da parte di Legambiente – ha aggiunto il primo cittadino – non ci sono più persone che vigilano quando c’è qualcosa che non va. Non basta lasciare appeso un foglio, scritto in lingua italiana e inglese, all’ingresso della Riserva per allontanare i visitatori in caso di pericolo. La gestione degli ambientalisti non può essere soltanto dal punto di visita della tutela paesaggistica, ma deve anche occuparsi della fruizione con personale permanentemente in riserva”.

“Detto ciò – ha aggiunto Parello - noi non possiamo accettare l’idea del presidente della Regione, Rosario Crocetta, il quale vorrebbe un uso della Riserva al solo scopo scientifico. Se si può salire in cima all’Etne si deve poter accedere a Macalube, ma con le necessarie restrizioni sulla sicurezza”.
 

 
Il futuro della Riserva resta avvolto nel mistero
 
ARAGONA (AG) – Dopo la tragedia della morte dei due fratellini Mulone, travolti dal fango delle Macalube, la Riserva si trova chiusa e sotto sequestro della Magistratura, che ha nominato un vulcanologo con l’incarico di verificare i fatti avvenuti ed eventuali responsabilità.
Intanto, nei giorni scorsi, si è svolto un incontro tra l’assessore regioanle al Territorio e Ambiente Piergiorgio Gerratana, i dirigenti dello stesso assessorato e i presidenti nazionale e regionale di Legambiente, Vittorio Cogliati e Domenico Fontana. Al centro dell’incontro, il futuro della Riserva che, tra le sue bellezze, nasconde anche micidiali pericoli.
L’assessorato ha deciso di aprire un’inchiesta amministrativa che dovrà accertare i fatti, per poter meglio decidere sul da farsi. Legambiente si è detta favorevole a tale modo di procedere, mentre l’assessore Gerratana ha voluto precisare che in futuro bisognerà aprirsi a nuove strategie in tema di sicurezza e fruizione del sito.

Articolo pubblicato il 09 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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