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Quotidiano di Sicilia

Modello unico per l’edilizia e gli stessi codici per i Comuni
di Francesco Sanfilippo

Presentato in IV Commissione il Ddl del M5S redatto con la Consulta Architetti. Per avere contezza immediata alla Regione delle opere in costruzione

Tags: Ars, Regione Siciliana, M5s, Edilizia



PALERMO - Le procedure edilizie sono tra le pratiche più lunghe e complesse, anche perché la legislazione non è stata finora aggiornata e le norme sono troppe e troppo contraddittorie. Per superare questo problema, il Movimento Cinque Stelle ha presentato un disegno di legge, approvato dalla IV Commissione Ambiente dell’Ars e realizzato in collaborazione con la Consulta regionale degli Architetti.

Il Presidente della IV Commissione, Giampiero Trizzino, ha dichiarato: “Il testo recepisce il documento nazionale Dpr 2001 n. 280 sull’edilizia mai applicato in Sicilia, cosa che ha provocato un vuoto normativo che si è riflesso sul funzionamento degli uffici tecnici comunali. Questa norma raccoglierà la normativa regionale e si completerà con altri due disegni di legge, uno sui centri storici già approvato e un altro sul Governo del territorio in via di calendarizzazione. Il testo, ora, passerà alla Commissione Bilancio per il consueto controllo di fattibilità”.

Il testo di 138 articoli prevede il Modello Unico per l’Edilizia (Mue) che consentirà la corretta valutazione del titolo edilizio appropriato con modalità telematiche e criteri di standardizzazione tecnologica al livello dei massimi sistemi europei. Invece, attraverso il sistema Stars (Sportello telematico Titoli Abilitativi Regione Siciliana), i 390 comuni siciliani useranno gli stessi codici edilizi.

Questo sistema consentirà alla Regione di aver contezza immediata di tutte le opere in costruzione o costruite in Sicilia, incluse le opere abusive. Tutte le domande edilizie saranno trasmesse a questo sportello attraverso il Mue e il professionista sarà guidato nella compilazione di questo modello, facilitando e digitalizzando il loro lavoro. Per quanto riguarda gli oneri sui costi di costruzione, si offrirà all’imprenditore di portare le spese dimostrabili di ricerca e di innovazione a detrazione delle stesse spese. Le cave esistenti saranno controllate, affinché non rientrino nelle aree protette, interrompendo quelle in attività nelle aree protette, e istituendo un fondo di garanzia per quelle in attività. Le aree protette, infine, godranno di un’area di 200 metri di rispetto per salvaguardarle.

Articolo pubblicato il 09 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Da sx: il presidente IV Commissione Ars Ambiente e Territorio, Giampiero Trizzino, con i consulenti G. Caudullo e G. Indelicato
Da sx: il presidente IV Commissione Ars Ambiente e Territorio, Giampiero Trizzino, con i consulenti G. Caudullo e G. Indelicato