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Sblocca Italia elimina documenti e adempimenti burocratici per ristrutturazioni
di Redazione

Il decreto apre la strada a lavori in casa e ristrutturazioni, non si deve più presentare la Scia e la Cila è stata alleggerita 

Tags: Sblocca Italia, Mutui, Ristrutturazioni, Minore Burocrazia, Lavori In Casa, Spese, Confronto, Banche



Ormai è da una settimana che nel cortile del vostro condominio c’è un continuo andirivieni di operai e camioncini. Adesso il vostro vicino ha addirittura montato le impalcature sui balconi. Eppure l’avevate visto di recente e non vi aveva parlato di problemi legati alla sua casa per cui avrebbe dovuto intervenire con dei lavori. E invece i lavori ci sono, e vi ha detto che anche se non aveva la liquidità per sostenerli, ha deciso di accendere un mutuo. Ma prima di mettersi all’opera ha fatto un confronto dei prodotti di Barclays con i quelli offerti da Cariparma, Mutuo Arancio e dai migliori istituti di credito italiano.
 
Quando ha visto che eravate ancora increduli per la notizia che vi aveva dato, ha deciso di farvi vedere la nuova guida aggiornata dell’Agenzia delle Entrate, da cui emerge che, nel caso in cui un privato cittadino volesse intervenire con un’opera di ristrutturazione edilizia, ci sono nuove agevolazioni fiscali. Questo soprattutto grazie all’emanazione del decreto Sblocca Italia che stabilisce che la modifica di parti strutturali degli edifici verrà considerata intervento di manutenzione straordinaria.
 
Lo Sblocca Italia, inoltre, elimina l’obbligo di presentare dei documenti e di adempiere ad alcune procedure burocratiche che rendono molto più semplice l’iter di richiesta di permesso e inizio dei lavori. Per prima cosa i cittadini non devono più pagare le spese al proprio comune di appartenenza. Secondo, chi desidera intervenire con dei lavori che apportano delle modifiche alla rendita catastale del proprio immobile è sollevato dall’impegno di presentare la pratica relativa alla variazione, o di sobbarcarsene i derivanti oneri.
 
Grazie al decreto Sblocca Italia, inoltre, non è più il cittadino ma il comune che si occuperà della procedura legata al compimento di opere di ristrutturazione edilizia, e non si devono più presentare il progetto e i documenti tecnici in allegato alla comunicazione di inizio lavori (CIla) approvata da un tecnico, mentre tutto questo prima era necessario.
 
Adesso, infatti, prima di iniziare i lavori èsufficiente presentare la descrizione dei lavori e la dichiarazione del responsabile tecnico incaricato in cui si asserisce che le modifiche che verranno apportate all’immobile non riguarderanno le strutture portanti, e che non verranno violate le disposizioni urbanistiche.
 
Inoltre, non è più necessario aspettare di aver ricevuto la Scia, la segnalazione certificata di inizio attività, perché il decreto richiede solo la presentazione della Cila. E' sufficiente che l’intervento di ristrutturazione non vada a modificare le dimensioni dell’edificio. Dopo tutte queste notizie anche voi sarete decisi a fare quella modifica al bagno che tanto desideravate. 

Articolo pubblicato il 09 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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