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Catania - Un buco in bilancio da 2,5 mln di euro ad Acicastello
di Desirée Miranda

Entrate accertate e spese impegnate non hanno trovato corrispondenza con riscossioni e pagamenti. Aci Castello, una relazione di fuoco sui conti comunali e problemi nella liquidità

Tags: Acicastello, Bilancio, Filippo Drago



ACI CASTELLO (CT) - Un disavanzo di circa due milioni e mezzo di euro rilevato nel bilancio consuntivo del 2008. È con questo grave deficit economico che deve fare i conti da qualche tempo il Comune di Aci Castello che fatto un balzo dal positivo al negativo in meno di dieci anni. Michele Toscano, – dieci mesi a cavallo tra il 2002 al 2003 – ucciso in Comune un anno dopo l’elezione da un ex dipendente comunale, il commissario straordinario in sua sostituzione, Claudio Sammartino – anni 2003 2004 – e Silvia Raimondo, vedova di Michele Toscano – dal 2004 al 2009 sono i governanti del comune rivierasco nel periodo interessato. Una grave situazione con cui si fanno i conti ancora oggi: seppure il sindaco Filippo Drago, rieletto lo scorso giugno dica di avere molto ridotto il disavanzo durante la sua prima sindacatura, rimangono i problemi di liquidità e quindi si è ancora costretti a fare ricorso ad  anticipazioni di cassa. 

Se è vero però che l’attuale sindaco non è colpevole direttamente del disavanzo del Comune, è anche vero che molte delle persone della squadra comunale degli anni passati fanno ancora oggi parte della squadra di governo, come una eredità. A rivelare il grosso buco economico è stata la prima commissione d’inchiesta consiliare nella storia del Comune di Aci Castello, la cui paternità è dei consiglieri Antonio Guarnera del Csa – Cambiamento, poi nominato anche presidente della commissione stessa – e Paolo Castorina della lista civica Cittadini in Comune.

“La colpa non è di questo o di quello, – si legge nella relazione redatta dalla commissione d’inchiesta consiliare – ma della cattiva gestione degli attivi e passivi”, ovvero delle entrate o le spese accertate o impegnate, ma non riscosse o pagate entro l’anno finanziario relativo. Non solo: la responsabilità sarebbe imputabile anche alla gestione e alla sorveglianza del servizio di riscossione da parte della Serit e delle consulenze. Avviata nel 2011, la commissione rileva un danno riscontrato nel bilancio 2008 che a sua volta è stato approvato con un ritardo di quasi due anni. L’amministrazione guidata da Silvia Raimondo infatti, non ha presentato il bilancio consuntivo entro i tempi previsti. Neanche il nuovo sindaco Filippo Drago lo fa a breve e per la sua approvazione si dovrà aspettare fino alla fine del 2010.

Un anno dopo si avvia l’analisi. Analizzati gli anni dal 1993 al 2008 avendo come fonti varie testimonianze e numerosi documenti, soprattutto le relazioni dei revisori dei conti. La situazione appare più o meno stabile fino al 2002 ma si evidenzia un grosso salto da un avanzo di circa 53mila euro, a un disavanzo di oltre due milioni e mezzo tra il 2007 e il 2008. Un balzo che fa pensare che il disavanzo sia un problema precedente al 2008, ma rilevato con ritardo.

Sono preoccupati da questa possibilità i revisori dei conti già partire dal 2003 e confermano i dubbi nel 2006 e nel 2007 quando invitano l’amministrazione a una ricognizione dei residui attivi e passivi.

L’anno successivo l’amministrazione comunale è costretta a stralciare dal conto di bilancio un somma che supera i sette milioni di euro in ordine ai residui attivi e passivi provocando il grande disavanzo. “Abbiamo fatto un lavoro immane ed evidenziato una grave situazione ai danni dei cittadini”, afferma il consigliere del Csa cambiamento nonché presidente della commissione, Antonio Guarnera. “Sembra una situazione paradossale ed invece è semplicemente quello che è accaduto nel nostro Comune. Dopo le valutazioni politiche andremo oltre”, dichiara ancora Guarnera.

Articolo pubblicato il 10 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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