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Messina - Tassa di soggiorno: dove finisce? Guerra a Taormina tra Comune e albergatori
di Massimo Mobilia

Non si conoscono ancora i dettagli sulla destinazione. Il sindaco reclama importi non versati. Aperto un contenzioso con la categoria, in ballo somme per 1,5 mln di euro

Tags: Taormina, Tassa Di Soggiorno, Eligio Giardina



TAORMINA (ME) – Che fine ha fatto la tassa di soggiorno? Se lo chiedono gli albergatori di Taormina che, dal primo gennaio del 2013, sono costretti a svolgere l’ingrato ruolo di esattori per conto del Comune nei confronti dei turisti che vengono a soggiornare nella Perla.
 
Il balzello incriminato, e mai amato sin dall’inizio dagli addetti ai lavori, era entrato in vigore lo scorso anno come tassa di scopo al fine di reinvestire gli incassi nel settore turistico, ovvero secondo la logica del “tasso il turista per offrire servizi migliori”. Il problema sorge però nel momento in cui, con un incasso medio annuo di circa 1 milione e mezzo di euro, non si conoscono ancora i dettagli su destinazione e utilizzo di queste risorse, né tantomeno è possibile provare in città il paventato potenziamento dei servizi.

A denunciare il mistero è stata in questi giorni la locale sezione di Confindustria Alberghi, insieme con l’Assoalbergatori, di fronte ai rappresentanti dell’Osservatorio turistico regionale. “Non esiste un rendiconto di come vengono impiegati dal Comune gli introiti della tassa”, ha dichiarato Sebastiano De Luca di Confindustria. “Esigiamo che venga fatta chiarezza”, ha aggiunto. In effetti, nel Consuntivo che l’amministrazione comunale ha da poco esitato non c’è traccia alcuna di specifiche destinazioni o capitoli ad hoc concernenti la tassa di soggiorno, mentre i soldi incassati finiscono tutti nello stesso grande calderone che è il Bilancio di un Comune in fase di riequilibrio finanziario nel tentativo ultimo di evitare il dissesto. La paura degli operatori alberghieri infatti, è che gli introiti oggetto della contesa finiscano alla fine per contribuire a tappare i buchi di bilancio, a discapito degli scopi per i quali la stessa tassa era stata introdotta.

Gli albergatori si sono da sempre schierati contro l’introduzione di questo balzello, e il gioco delle parti sembra proprio non avere fine, anche perché il Comune ha aperto nei mesi scorsi una causa legale contro gli operatori accusati di non avere ancora corrisposto l’importo dovuto per il 2013. Del milione e mezzo, pare manchino all’appello circa 62 mila euro e l’amministrazione del sindaco, Eligio Giardina, ha già dato mandato al legale Davide La Rosa per recuperare queste somme. E secondo una delibera che ha già fatto e continuerà a far discutere, saranno proprio gli stessi albergatori inadempienti a dover pagare le spese che l’avvocato del Comune dovrà sostenere, evitando così di gravare ulteriormente sulle casse comunali.

È guerra aperta, insomma, tra Palazzo dei Giurati e gli operatori turistici, tra i quali anche il presidente dell’Assoalbergatori, Italo Mennella, che si trovava in Giunta con l’ex sindaco, Mauro Passalacqua, quando venne presa la decisione di introdurre la tassa di soggiorno.

Articolo pubblicato il 14 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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