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L’impatto della manovra per convincere l’Europa
di Redazione

Una finanziaria da 30 mld e tasse in meno per 18 mld, secondo Renzi

Tags: Matteo Renzi, Unione Europea, Economia



ROMA - La manovra avrà un impatto da 30 miliardi su cittadini e imprese. L'obiettivo sarà la crescita. “Lo capisce tutto il mondo tranne qualcuno in Europa: la crescita è una priorità”, ha detto il premier Matteo Renzi. Già perché uno degli snodi, anche per la manovra italiana, rimane quello di convincere Bruxelles che l’operazione possa portare benefici per l’economia della nazione e ispirare così fiducia da parte degli altri Stati e dell’Unione.

“La differenza tra la finanziaria del 2014 e quella del 2015 è che ci sono 18 miliardi di tasse in meno. Tutto qui. L'Italia riparte”, scrive su Twitter Renzi, prima del Consiglio dei ministri di ieri.

“Non è scontato che la Commissione Ue dia il suo assenso. Ma difficilmente l'Europa potrà dare un giudizio negativo”, dice a Rainews 24 il responsabile economico del Pd Filippo Taddei dopo i rumors in arrivo ieri da Bruxelles. È una legge “con un cambio di passo - rivendica Taddei - c'è l'impegno del Governo a fare una revisione della spesa che è la garanzia per riportare il debito in equilibrio. C'è inoltre una riduzione fiscale che non ha precedenti”. Sul 'tesoretto' da 2 miliardi che l'Italia avrebbe messo da parte per eventuali interventi sul deficit Taddei usa una metafora per spiegare: “Io guido la macchina, guido bene, non penso di andare a sbattere, ma compro comunque l'assicurazione”.

“Il sogno della Cgil è che la manovra crei lavoro, dando una risposta ai giovani e ai tanti disoccupati e che inverta la tendenza alla diminuzione del lavoro che è la fondamentale causa della crisi in cui continuiamo ad essere”, ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, intervenendo ad Agorà, su Rai3, dopo che il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, aveva parlato della manovra illustrata dal premier Renzi come la realizzazione di un “sogno” per gli industriali.
“Il presidente del Consiglio dovrebbe dire no ai licenziamenti, perché le imprese stanno licenziando e quindi se si vuol dare dei contributi alle imprese bisogna darli a quelle che non fanno licenziamenti, a chi mantiene le produzioni, a chi investe su innovazione e qualità dei prodotti”, ha detto il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini.

Articolo pubblicato il 16 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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