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Messina - Precari e partecipate intoccabili. La politica li ha salvati di nuovo
di Francesco Torre

Come stare nella Pa senza concorso, mentre tanti giovani preparati restano fuori dai palazzi. Ato3, Feluca, Agrinova: finiscono tutti in altre aziende pubbliche comunali

Tags: Messina, Ato3, Amam, Atm, Messinambiente



Messina - Alla fine la profezia si è avverata. I dipendenti Ato3 – molti dei quali assunti dalla vecchia politica perché avevano “il nome in lista” – sono stati salvaguardati e salvati dalla cosiddetta nuova politica, assieme agli ex Feluca e ad altri 12 lavoratori ex Agrinova. Immersi in un cunicolo spazio-temporale che ha azzerato competenze, diritti, equità e meritocrazia, sono stati trasportati dalla Giunta dei rivoluzionari dritti dritti verso la mobilità in altre aziende pubbliche: l’Amam, l’Atm, MessinAmbiente, la Somer (società fino all’altro ieri sconosciuta).

La delibera che ha sancito il “liberi tutti” è stata approvata alla fine della scorsa settimana. L’appiglio normativo, più volte citato dal segretario generale Antonio Le Donne, è la legge di stabilità 2014, secondo cui dal 1° gennaio dell’anno in corso le società controllate direttamente o indirettamente dalle PA possono accordarsi tra loro per realizzare, anche senza il consenso dei lavoratori, processi di mobilità in relazione ai propri fabbisogni. Va da sé, inoltre, che ogni operazione dovrà essere compatibile con il Piano di riequilibrio decennale, il che significa che non potrà costare un solo centesimo in più all’amministrazione.

Nelle more della delibera, le società avranno qualche giorno di tempo per presentare ognuna un proprio prospetto di inserimento di nuovo personale. I primi a trovare collocamento saranno, con ogni probabilità, i 16 ex Feluca in virtù delle competenze informatiche che potrebbero far comodo a tutte le altre partecipate. Poi toccherà agli attuali Ato’s boys, che dovrebbero confluire in Amam, alcuni in amministrazione altri in mansioni tecnico-pratiche. Infine, gli ex Agrinova, che saranno collocati all’interno di MessinAmbiente per occuparsi di mansioni che altrimenti sarebbero esternalizzate. Il tutto, comunque, entro la fine dell’anno.

Il principio alla base della delibera è condivisibile: razionalizzare il personale evitando sprechi e migliorando i servizi. Nel merito della scelta, però, non si può non notare come, anche per la Giunta Accorinti, non sia necessario passare per un concorso per ottenere un impiego pubblico. Convinzione peraltro evidentemente condivisa da tutti i partiti politici e da tutti i sindacati, poiché nessuna voce si è alzata all’indomani dell’approvazione della delibera per ricordare che fuori dai palazzi vi è un esercito di giovani con curricula strepitosi costretti a emigrare perché privi di un padre, un padrone o un padrino che metta il loro nome nella “lista” giusta, quella che vale un posto di lavoro a vita, con contributi, ferie pagate e tredicesima.

Articolo pubblicato il 17 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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