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Catania - Comune-commercianti, è guerra
di Desirée Miranda

Gli sviluppi dopo la rissa al lungomare. I catanesi passeggiano ma gli esercenti perdono introiti. Grandi isole pedonali e crisi economica: il dibattito non trova una soluzione

Tags: Catania, Confcommercio, Lungomare



CATANIA - Calci, pugni e tanto trambusto con conseguente divisione in due della città: pro o contro? Doveva essere un’altra giornata di festa, l’ultima con l’orario estivo dalle 16 alle 22, l’edizione della scorsa domenica del lungomare liberato e invece ciò a cui si è assistito sembra più una scena da film. Due le fazioni: da una parte il gruppo dei cicloamatori con il sostegno dell’amministrazione; dall’altro i commercianti della zona che hanno organizzato una manifestazione di protesta contro il lungomare liberato. Chiusi tutti gli esercizi commerciali e appesi alle loro vetrine dei cartelli a firma di Confcommercio con su scritto: “Contenti di esservi liberati pure di noi? O si discute o si chiude a oltranza. Perderanno il posto di lavoro in tanti e questo per colpa di un’amministrazione sorda e orgogliosa dei suoi fallimenti”.

Arrabbiati e anche delusi dall’amministrazione comunale, i commercianti del lungomare - che mai hanno accolto di buon grado l’iniziativa avviata su richiesta di una parte della cittadinanza che in poco tempo ha raccolto molte firme al fine di istituire un’area pedonale una domenica al mese - hanno quindi deciso di manifestare il loro dissenso.

Tutto sembrava tranquillo con la solita organizzazione comunale e le diverse iniziative spontanee tra le quali “Ripuliamo il Lungomare” e la pedalata collettiva organizzata da Ruote Libere. Ad un certo punto la situazione cambia degenerando in una rissa tra ciclisti, o meglio ciclista, perché di uno solo si tratta, contro un gruppo di commercianti.

Due i momenti di rissa, ma se per il primo si può parlare di un “qui pro quo”, con anche una stretta di mano tra i litiganti, il secondo è una vera aggressione ai danni del ciclista. Questo, a quanto pare, insieme al resto del gruppo, faceva avanti e indietro nel percorso, ma a differenza degli altri, Raffaele Lo Savio, conosciuto in città come Raffa Dj, aveva dotato la sua bici di una radio e di una cassa così che i commercianti si sono sentiti disturbati nella loro manifestazione. Risultato: una decina di persone hanno aggredito il giovane con calci e pugni e gli hanno distrutto la bicicletta. Una lotta tra fazioni che, seppure solo metaforicamente, continua ancora oggi.

L’amministrazione dunque, da una parte smentisce di essere latitante per i commercianti e parla di un successo in termini di partecipazione anche per la scorsa domenica.

“Il rapporto tra le poco più di cento persone che protestavano e le migliaia che passeggiavano a piedi o in bicicletta spiega chiaramente come si stia tentando di far prevalere l’interesse di pochi su quello della collettività”, afferma l’assessore Saro D’Agata. “Fa riflettere il fatto che i venditori di panini si siano mossi soltanto dopo le multe del mese scorso, quando la Polizia municipale sanzionò diversi di loro per aver occupato il suolo pubblico con tavoli e sedie. E fa riflettere che, ogni qual volta a Catania si cerca di cambiare qualcosa, certe forze si battano in maniera veemente perché, invece, nulla cambi”.

Sindaco e assessori hanno anche deciso di autotassarsi per ricomprare la bicicletta a Lo Savio, mentre le squadra mobile che ha avviato le indagini ha denunciato a piede libero tre persone, due paninari e un frequentatore della zona. Allo stesso tempo il direttore generale di Confcommercio Catania, Antonio Strano accusa: “A chi giova chiudere l’intero lungomare di Catania mettendo in ginocchio le attività dei pubblici esercizi e dei relativi dipendenti? Un’Amministrazione con nomi nuovi ma già vecchia, ancorata all’evanescente  ricordo di  una primavera passata che, lungi dal divenire estate, rischia di precipitare in uno sconfortante e uggioso inverno che si chiude a riccio tronfia della propria inemendabile e arcaica visione che una strada chiusa al traffico e una rotonda porterà sviluppo e vivibilità”.

Articolo pubblicato il 17 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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