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Trapani - Costi della politica: occorre tagliare
di Vincenza Grimaudo

In questi giorni tiene banco anche la questione Birgi, che sarà affrontata in Aula il 24 ottobre. Il tema non è ancora approdato in Consiglio, ma serve un segnale per la città

Tags: Trapani, Vito Damiano



TRAPANI – Costi della politica e aeroporto di Bigi per il momento possono attendere. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vito Damiano ha deciso di ritirare la delibera che rimodulava il gettone di presenza dei consiglieri comunali, mentre è stata calendarizzata per il 24 ottobre prossimo la seduta straordinaria sull’aeroporto di Birgi, così come proposto da un gruppo di consiglieri, primo firmatario della richiesta Ninni Passalacqua del Pd.

La delibera sui gettoni è stata ritirata per essere ridefinita. In ballo c’è la possibilità che l’emolumento possa ribalzare a ben 99 euro a seduta, mentre al momento è fermo a 66 euro per effetto del taglio dell’indennità scattato per lo sforamento del Patto di stabilità del Comune nel 2001 e nel 2012. Ora però, come da regolamento, il gettone dovrebbe ritornare al suo valore iniziale non essendo stato sforato il Patto lo scorso anno. Ma ciò implicherebbe per il Comune un aumento dei costi della politica che in questo momento Trapani non si può permettere.

Le integrazioni dovrebbero avvenire automaticamente e si stima all’incirca un esborso per l’Ente di ben 300 mila euro. Da parte di alcuni consiglieri comunali è stato evidenziato come questa somma, una volta devoluta, dovrà essere comunque restituita nelle casse comunali per potere quantomeno tamponare la crisi di liquidità del Municipio. E se così sarà anche per i consiglieri, tanto di cappello, dal momento che il sindaco, Vito Damiano, ha già annunciato dolorosi tagli ai servizi per riuscire a far quadrare i conti in bilancio. Questi 300 mila euro magari non saranno la panacea di tutti i mali, ma porrebbero quantomeno rappresentare un segnale importante.

Nel frattempo, il primo cittadino ha preannunciato “l’avvio di una radicale e profonda revisione strutturale della macchina comunale anche nel reperimento di entrate che vadano oltre quelle tributarie che peraltro hanno ormai quasi raggiunto il limite massimo”.

Per quanto concerne l’aeroporto pare che non ci siano novità di rilievo su cui dibattere, a parte le problematiche enormi di liquidità dei Comuni della provincia, Trapani compreso, nel trasferire i fondi necessari per trattenere la Ryanair. Le dinamiche di rilancio dell’aeroporto sono tutte ancora in corso, a partire dall’assemblea dei soci del prossimo 3 novembre, quando dovrebbe arrivare il via libera all’aumento di capitale da 7 milioni di euro.

Una cosa è certa: sarà difficile trovare in bilancio i 300 mila per garantire la quota di compartecipazione necessaria per trattenere la compagnia irlandese, che ha fatto la fortuna di questo scalo facendolo viaggiare su quote di presenze oltre il milione di utenti. L’accordo di co-marketing tra i Comuni garantirebbe, attraverso i voli di Ryanair, la presenza di un certo numero minimo annuo di passeggeri all’aeroporto “Vincenzo Florio” di Birgi. I Comuni si sono impegnati a stanziare questi soldi ma evidentemente i soldi non sono mai arrivata nelle casse della compagnia irlandese, che sta depotenziando conseguentemente.

Articolo pubblicato il 17 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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