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Novità nella Legge di Stabilità: norma zero contributi per i neoassunti
Tags: Legge Di Stabilità, Contratti A Tempo Indeterminato, Datori, Neo Assunti, Confronto



Sono ormai tanti anni (ma proprio tanti) che non esiste più il baratto. Cioè, in alcuni paesi in Africa si usa ancora, ma non si sfrutta certo nelle grandi metropoli. Per cui alla fine del mese quando arriva lo stipendio non ci si aspetta di ricevere polli galline o cammelli, ma di andare sull’home banking del proprio conto e vedere un aumento di capitale. Ma visto che nessuno regala niente a nessuno, bisogna scegliere il conto corrente più adatto alle proprie necessità. Per farlo al meglio si possono paragonare il conto corrente di WeBank con quelli di Hello Bank, Conto Arancio e molti altri per avere una panoramica completa.
 
Ed è il momento giusto per aprire o cambiare conto corrente se siete neoassunti o avete a che fare con i contratti. Infatti l’Ansa ha richiesto al Caf Cisl una elaborazione dei dati riguardanti le novità nella Legge di Stabilità, da cui sono emerse informazioni interessanti sia per i datori di lavoro che per i dipendenti, in particolare i neoassunti.
 
Il premier aveva già annunciato l’introduzione della norma zero contributi per i neoassunti come novità nella Legge di Stabilità, per cui il contratto a tempo indeterminato diventerà il più conveniente in termini di guadagno da una parte, e risparmio dall’altra. In particolare, il datore di lavoro risparmierebbe tra i 7.500 euro e i 10.600 euro all’anno per un contratto a tempo indeterminato con retribuzione lorda annua tra i 25mila e i 35mila euro.
 
La cosa non è vantaggiosa solo per il datore di lavoro, perché sono chiari i benefici rispetto ai contratti a tempo determinato e alle collaborazioni, ma anche per il lavoratore, che di netto si viene a trovare 1.600 euro in più in busta paga. L’elaborazione di questi calcoli deriva dalla considerazione dei contributi che il datore di lavoro versa e di quelli dovuti dal lavoratore, ma anche dall’impatto delle varie formulazioni sulle imposte dovute.
 
La novità più sorprendente è però quella che coinvolge i neoassunti. Il nuovo contratto a zero contributi, infatti, risulta vantaggioso anche per i lavoratori, a condizione che la norma zero sia valida anche per i contributi dovuti dal lavoratore. La differenza sarebbe quindi di 1.600 euro al netto della busta paga, per cui dagli attuali 18.139 euro si arriverebbe a 19.736 per un contratto a tempo indeterminato con una retribuzione lorda di 25mila euro. Il risparmio per il dipendente sarebbe di 2.400 euro in contributi, che si vedrebbe poi aumentare il reddito imponibile e dovrebbe in seguito pagare un’Irpef superiore.
 
Il discorso è valido anche per redditi più elevati. Se si considera una retribuzione lorda di 35mila euro e l’applicazione della norma zero, sempre considerando il tempo indeterminato, il datore di lavoro andrebbe a pagare 38.574 euro invece di 49.271. E il netto del neoassunto passerebbe dagli attuali 24.270 euro a 25.856. 

Articolo pubblicato il 17 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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