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Messina - Piemonte, il destino dell’ospedale nelle "segrete stanze" di Palermo
di Francesco Torre

La necessità di eliminare i reparti “doppione”. Tra le ipotesi anche il trasferimento del Centro neurolesi. Accorinti contrario a qualsiasi forma di ridimensionamento del nosocomio

Tags: Messina, Ospedale Piemonte



Messina - Il destino dell’Ospedale Piemonte è appeso a un filo. Le polemiche dei giorni scorsi hanno surriscaldato il clima e consentito l’aprirsi di un nuovo tavolo di confronto, ma ogni decisione spetterà unicamente all’assessore regionale Lucia Borsellino. Che ancora, però, non si pronuncia.

A pronunciarsi sull’argomento, invece, è stato a più riprese il sindaco Renato Accorinti. Bersaglio dei contestatori (tra cui consiglieri comunali e regionali, sindacati ma soprattutto esponenti della società civile organizzati nel comitato “Salviamo il Piemonte”), il pacifista scalzo ha dovuto pubblicamente spiegare la propria posizione. Correggendo quanto scritto alla Borsellino in una lettera di inizio agosto, Accorinti ha così affermato di essere contrario a qualsiasi forma di ridimensionamento del presidio ospedaliero, e che farà di tutto perché questo non accada. Quanto ai fischi in piazza, per il sindaco non si è trattato altro che di “attacchi premeditati” i cui mandanti sarebbero i deputati regionali Formica, Briguglio e Rinaldi. Che si tratti di manie persecutorie o no è difficile dirlo. Ciò che è certo, però, è che l’argomento è di quelli che si prestano ad essere strumentalizzati politicamente. Lo dimostra l’attivismo di “meravigghiati da rutta” come Gianpiero D’Alia e Giuseppe Picciolo, ora schierati contro la spending review e gli interessi delle lobbies sanitarie, secondo loro al centro dell’odiosa macchina messa in moto per distruggere lo storico ospedale fondato dopo il terremoto del 1908.

In tutto ciò, il direttore generale dell’azienda sanitaria Papardo-Piemonte è ancora in cerca di un assetto. In estate aveva ordinato il punto nascita al Piemonte, poi dopo le proteste aveva cambiato idea, ora – dopo un vertice aperto a tutti gli attori provinciali del settore ma non ai sindacati – sembra essere tornato su quella scelta. L’idea di fondo, comunque, non cambia: rifunzionalizzare il sistema sanitario messinese eliminando i reparti “doppioni” che producono sprechi. Giusto, ma che senso ha prevedere un altro punto nascita nel centro città (già coperto dal Policlinico, all’uscita dello svincolo Gazzi) e lasciare invece completamente scoperta tutta la zona nord? Tra le idee venute fuori dal tavolo di concertazione, poi, anche il trasferimento del Centro Neurolesi dai Colli Sarrizzo al Piemonte. Ma trattasi esclusivamente di ipotesi. Le decisioni, come sappiamo, verranno prese a porte chiuse a Palermo. E comunque vada, sappiamo che sarà un insuccesso.

Articolo pubblicato il 18 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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