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Palermo - Prima la Cultura, ora lo Sport per la città un’altra sconfitta
di Redazione

Sulla decisione finale ha pesato anche la pessima situazione in cui versano molti impianti sportivi. Il capoluogo è stato escluso da entrambe le candidature a Capitale europea

Tags: Palermo, Sport, Impianti Sportivi



PALERMO – Un verdetto che non sorprende nessuno. L’Aces, la Federazione europea delle città e dei capoluoghi sportivi, ha scelto Praga quale Capitale europea dello Sport 2016, bocciando Palermo. La seconda sconfitta in pochi mesi dopo quella, per certi versi molto simile, che ha visto il capoluogo candidarsi a Capitale europea della Cultura per il 2019.

Sullo sport l’amministrazione Orlando ci ha provato, puntando sulla Favorita e sul mare, ma non è andata. Troppo disastrosa la situazione degli impianti cittadini e troppo basse le prospettive di un rilancio. Nel bilancio di previsione 2014, che attende l’approvazione del Consiglio comunale, la giunta ha stanziato soltanto 2,8 mln di euro per la piscina, il Velodromo, il Diamante del Baseball e il Palazzetto dello sport. Carezze. Soltanto il Palazzetto avrebbe bisogno di 5 mln, 2 per la copertura e 3 per la manutenzione straordinaria interna. E pensare che tutto è iniziato con un danno di poche migliaia di euro al tetto, fra l’altro coperto dall’assicurazione di cui l’allora giunta Cammarata decise misteriosamente di non avvalersi.
 
E così quel piccolo danno, lasciando filtrare acqua piovana e agenti atmosferici, si è tradotto in un’opera di devastazione che ha spaccato parquet, infissi e impianti. Nella struttura di Fondo Patti i lavori dovevano iniziare l’anno scorso, erano anche stati inseriti regolarmente nel Piano triennale delle opere pubbliche. Peccato che non siano mai partiti e nel frattempo i danni si sono aggravati.

Oggi il plafond iniziale non basta più e il Comune ha dovuto aggiornare i progetti. Stando alle ultime notizie, quello per la copertura dovrebbe essere presentato entro dicembre dall’assessorato comunale alle Manutenzioni. Quanto alla ristrutturazione interna, le carte sono pronte ma i soldi, frutto del Fondo di Sviluppo e Coesione che lo Stato gira alle Regioni, sono bloccati a Roma per colpa di un tira e molla fra il Cipe e l’assessorato regionale al Turismo.

Anche il Diamante del baseball non se la passa bene. L’impianto è stato sequestrato dalla Polizia e ha perso l’agibilità. La squadra che solitamente lo utilizza, la Fondocampo As, ha dovuto sloggiare. Negli anni i soliti atti vandalici lo hanno smantellato pezzo dopo pezzo: tombini, infissi, componenti metalliche, gli incivili non si sono fatti mancare niente, tanto che la prima preoccupazione dell’amministrazione non è la manutenzione ma l’installazione di un sistema di videosorveglianza interna ed esterna. L’assessore comunale allo Sport, Cesare Lapiana, ha proposto, inoltre, di trasformare il Diamante in un impianto polifunzionale adattandolo ad altri sport quali il softball o il rugby, di modo che resti “vivo” per tutta la settimana e il continuo andirivieni di atleti e società funga da deterrente contro i furti. Per ora, però, l’azione di piazza Pretoria è limitata: finché permane il sequestro, gli operai comunali non potranno entrare. Lapiana si è limitato a ordinare la pulizia e la sistemazione del giardino che si estende da Diamante al Palazzetto.

Situazione in evoluzione, invece, per lo stadio calcistico Renzo Barbera, teatro delle partite casalinghe del Palermo. È cosa nota che il club di viale del Fante vorrebbe costruire un centro sportivo a Carini e un nuovo stadio dotato di centro commerciale e negozi per i tifosi in un’area ancora da individuare. Nell’attesa, però, c’è da rinnovare la convenzione scaduta dell’ex Favorita. Amministrazione e società rosanero stanno trattando un riavvicinamento dopo il rifiuto del presidente Maurizio Zamparini alla richiesta di Palazzo delle Aquile di concedere lo stadio per una partita della Nazionale italiana di rugby, nonostante il parere positivo della Lega Serie A.
 
Per questo la giunta Orlando ha proposto al Consiglio comunale, sovrano in materia, di rivedere i termini della convenzione: il Comune rinuncerebbe al canone annuo di 350 mila euro versato dal Palermo, che però in cambio dovrebbe accollarsi interamente la gestione e la manutenzione dell’impianto. Diversi consiglieri, però, hanno chiesto maggiori garanzie sull’utilizzo del Renzo Barbera per le manifestazioni pubbliche.

Articolo pubblicato il 18 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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