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Quotidiano di Sicilia
Messina - MessinAmbiente: mezzi e bilanci sotto la lente della magistratura
di Francesco Torre

Gli sviluppi giudiziari dopo la morte dell’operaio. Proroga delle indagini sui rendiconti aziendali. Caso Tomasello: non ebbe un malore, spicca l’ipotesi del guasto meccanico

Tags: Messina, Messinambiente, Rifiuti



Messina - Antonino Tomasello, l’autista di MessinAmbiente morto il 3 luglio dopo un volo con la spazzatrice della ditta nel greto del Torrente Pace, non ebbe un malore. A escludere l’ipotesi il medico legale Giovanni Andò depositando in Procura la perizia ordinata dal sostituto Antonio Chiarchetti. Dall’autopsia, infatti, è emerso che la morte sarebbe dovuta unicamente alle conseguenze dell’incidente. Negativo l’esame tossicologico, come pure quello istologico. L’ipotesi del guasto meccanico, d’altra parte, sembrerebbe essere confermata anche dalle testimonianze dirette di chi ha visto il mezzo governato da Tomasello perdere ad un tratto il controllo e sfondare il guard rail. Per avere qualche certezza in più, però, bisognerà attendere l’esito della perizia tecnica sul mezzo.

Durissima la contestazione dei vertici della Fp Cgil a seguito della notizia. “È inaccettabile dover pensare che se sul parco mezzi della MessinAmbiente negli anni fossero stati effettuati i necessari e dovuti interventi di manutenzione oggi Tomasello sarebbe vivo”, hanno dichiarato Clara Crocè e Carlo Pino, giustificando la decisione di presentare un loro esposto in Procura contro l’azienda.

Procura che, comunque, sull’accaduto come è ben noto sta già indagando, tanto che nei mesi scorsi ha anche iscritto nel registro degli indagati – con ipotesi di reato omicidio colposo - 4 persone: il commissario liquidatore Alessio Ciacci, il responsabile del personale Natale Cucè, il responsabile dell’autoparco Filippo Marguccio e il direttore tecnico Antonino Miloro.
Tutto ciò mentre uno dei figli dell’operaio disgraziatamente scomparso, Salvatore, ancora rivendica l’assunzione nella partecipata, promessa dopo i funerali dal sindaco Accorinti e dai vertici di MessinAmbiente ma mai finora formalizzata.

Da un’inchiesta all’altra ma rimanendo a MessinAmbiente, sempre qualche giorno fa il sostituto procuratore Roberta La Speme ha chiesto e ottenuto la proroga delle indagini preliminari e siglato avvisi di garanzia per l’ex liquidatore Armando Di Maria, il responsabile acquisti Roberto Lisi e ancora Marguccio e Miloro. Il filone d’inchiesta a loro collegato riguarda i bilanci aziendali, in riferimento soprattutto alle presunte irregolarità rinvenute e successivamente comunicate alla città dal consigliere comunale Daniele Zuccarello nell’ambito della propria attività ispettiva nonché alla decisione della Giunta comunale di bocciare l’ultimo rendiconto presentato. Per i quattro, le ipotesi di reato riguardano la truffa, il peculato e il falso ideologico.

Articolo pubblicato il 25 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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