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Diffusion Whole Body, la lotta al cancro ha un nuovo "alleato"
di Patrizia Penna

Uno dei padri è un giovane medico siciliano, Giuseppe Petralia, dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Tecnica che permette di individuare i tumori ad uno stadio primordiale

Tags: Cancro, Tumore, Diffusion Whole Body, Giuseppe Petralia



PALERMO - Arriva proprio dalla Sicilia un importante contributo alla lotta ai tumori che potrebbe rivoluzionarne l’approccio medico-scientifico, con risultati significativi sul fronte della diagnosi precoce e del relativo trattamento. Con un unico obiettivo: quello di migliorare la scarsa propensione alla prevenzione che è stata sempre il tallone d’Achille della nostra Isola e più in generale del Sud.

Giuseppe Petralia, è un giovane medico di origini siciliane che lavora presso l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano come assistente senior della Radiologia.
L’Istituto è un’eccellenza a livello nazionale (circa il 50% dei pazienti viene da fuori regione). Dopo Piemonte e Emilia Romagna, la Sicilia è la regione da cui provengono più pazienti (in vent’anni di attività i pazienti siciliani sono stati 17.698).
Dott. Petralia, cos’è la Diffusion Whole Body? Quali benefici comporta al paziente e quali sono i riflessi sul fronte della lotta ai tumori?
“La Diffusion Whole Body è una tecnica innovativa di risonanza magnetica che permette di individuare a uno stadio primordiale la maggior parte dei tumori, compresi molti di quelli per cui fino ad oggi non esisteva alcuna possibilità di screening, attraverso ricostruzioni tridimensionali e panoramiche dell’intero corpo, senza l’impiego di radiazioni e senza mezzo di contrasto. Questo esame è già stato applicato allo IEO in più di 600 pazienti oncologici, in caso di sospetto di recidive oppure nelle pazienti in gravidanza.
La nuova macchina di Risonanza Magnetica, di cui potremo disporre grazie alla campagna solidale, sarà ancora più performante e permetterà di migliorare ulteriormente la qualità delle diagnosi, grazie a immagini più dettagliate, di aumentare il comfort di chi si sottopone all’esame, riducendo i tempi di esecuzione, ma soprattutto consentirà di ampliare il numero di potenziali fruitori fra la popolazione sana, perché sarà dedicata principalmente alla prevenzione. La tecnologia Diffusion Whole-Body è utilizzata con alti volumi di attività in appena tre centri al mondo, e solo allo IEO è applicata anche alla prevenzione oncologica, per circa il 10% del suo utilizzo.
La nuova macchina invece potrà essere dedicata per oltre il 50% alla prevenzione: renderemo così disponibili alla popolazione le capacità diagnostiche straordinarie di questo esame, che comprendono la possibilità di individuare, ancor prima che si manifestino, anche i tumori che oggi sfuggono alla prevenzione, come ad esempio quelli del pancreas, del rene, del fegato, delle ossa o dei linfomi. Il fatto che questo esame non esponga a radiazioni e non necessiti di mezzo di contrasto apre nuove prospettive nella prevenzione di molti tumori nei soggetti sani, perché per la prima volta è disponibile un esame completo, affidabile e semplice dell’intero corpo umano a costo biologico zero”.

Quanti i pazienti siciliani che si sono rivolti negli ultimi anni all’Istituto Europeo di Oncologia?
“Dalla Sicilia proviene circa il 5 per cento dei nostri pazienti: è la percentuale più alta tra tutte le Regioni del Sud Italia. Complessivamente, circa la metà dei nostri pazienti arriva da Regioni diverse dalla Lombardia”.
 
In cosa consiste l'iniziativa promossa dalla Fondazione IEO - Istituto Europeo di Oncologia?
Ad ottobre, Fondazione IEO -Istituto Europeo di Oncologia di Milano ha lanciato una campagna di raccolta fondi con sms solidale e chiamate da rete fissa al numero 45597, valida fino all'1 novembre, il cui ricavato servirà per acquistare un'apparecchiatura di risonanza magnetica di ultima generazione per l'Istituto Europeo di Oncologia.
La nuova macchina consentirà di estendere l'applicazione della Diffusion Whole-Body, un esame studiato in Italia solo allo IEO, che sta rivoluzionando la diagnostica per immagini in oncologia: è in grado infatti di individuare la maggior parte dei tumori, anche di soli 3-4 millimetri, quando possono essere trattati con il minimo degli effetti collaterali e il massimo di possibilità di guarigione.

Articolo pubblicato il 30 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Giuseppe Petralia, dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano
Giuseppe Petralia, dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano